OxySuisse denuncia: rapporti occulti tra l'industria del tabacco e gli atenei

La Svizzera occupa il 99esimo posto su 100 nel Global Tobacco Industry Interference Index 2025,
La Svizzera occupa il 99esimo posto su 100 nel Global Tobacco Industry Interference Index 2025,
BERNA - Una nuova indagine dell'iniziativa Transparency and Truth dell'associazione OxySuisse, che lotta contro il tabagismo, ha illustrato per la prima volta l'estensione dei legami tra l'industria del tabacco e le università svizzere. Dal 2019 sono state identificate 29 collaborazioni in 16 istituzioni accademiche (università, politecnici federali, scuole universitarie professionali e ospedali universitari), di cui 23 con Philip Morris International.
Lo indica OxySuisse in una nota odierna, precisando che le forme di cooperazione includono ricerche congiunte, pubblicazioni, insegnamenti, workshop, incarichi per ricercatori e tesi di dottorato congiunte. Le collaborazioni coinvolgono tutte le regioni del Paese e, secondo gli autori del rapporto, il numero reale potrebbe essere superiore a causa di mancate dichiarazioni e clausole di riservatezza.
La nota sottolinea che la Svizzera occupa il 99esimo posto su 100 nel Global Tobacco Industry Interference Index 2025, confermando uno dei peggiori deficit di trasparenza e protezione dall'influenza dell'industria del tabacco a livello mondiale.
L'indagine ha rivelato gravi carenze di trasparenza - Quattro istituzioni hanno rifiutato di fornire informazioni o pubblicare contratti, costringendo OxySuisse a ricorrere a procedure legali (alcune ancora in corso), tutte finora vinte dall'associazione o supportate dai responsabili cantonali della trasparenza. È stata stilata una classifica delle istituzioni in base al rispetto del principio di trasparenza e ai legami con l'industria del tabacco.
Da decenni - sottolinea OxySuisse - l'industria del tabacco utilizza la collaborazione scientifica per guadagnare legittimità, minimizzare i rischi dei suoi prodotti e influenzare politiche sanitarie, spesso in modo occulto. In Svizzera casi emblematici includono lo scandalo Rylander - l'ex professore dell'Università di Ginevra le cui ricerche sugli effetti del tabagismo passivo erano state finanziate da Philip Morris - e il mandato della stessa Philip Morris a due professori dell'Università di Zurigo per valutare l'efficacia del pacchetto di sigarette neutro. Ricerche internazionali recenti dell'Università di Bath (Regno Unito) e di Le Monde confermano che si tratta di una strategia sistematica e pianificata, non di episodi isolati.
OxySuisse lancia l'allarme - Queste collaborazioni rappresentano una minaccia seria all'integrità scientifica del polo di ricerca svizzero, in assenza di regole chiare nella maggior parte delle istituzioni. L'associazione chiede trasparenza obbligatoria sulle collaborazioni con l'industria del tabacco, l'adozione di norme etiche nazionali vincolanti e una maggiore sensibilizzazione delle commissioni etiche.
In parallelo alla pubblicazione del rapporto, OxySuisse ha attivato un canale sicuro per "whistleblower", attraverso il quale ricercatori e personale universitario possono segnalare in via confidenziale violazioni dell'integrità scientifica legate a questi rapporti.




