Consiglio di pace, la Svizzera fa da osservatrice

Nessuna decisione invece in merito all'adesione della Confederazione all'organo voluto dal presidente americano Donald Trump.
WASHINGTON/BERNA - La Svizzera parteciperà alla riunione inaugurale del Consiglio di pace oggi a Washington in qualità di osservatrice. Non è invece ancora stata presa una decisione in merito all'adesione della Confederazione all'organo voluto dal presidente americano Donald Trump. «La Svizzera sarà rappresentata da Monika Schmutz Kirgöz, capo della Divisione Medio Oriente e Nord Africa del DFAE, e da Ralf Heckner, ambasciatore svizzero a Washington», ha dichiarato il Dipartimento federale degli affari esteri a Keystone-ATS.
«La questione di un'eventuale adesione formale al Board of Peace sarà esaminata in un secondo momento dal Consiglio federale», aggiungono i servizi di Ignazio Cassis. La prima riunione si concentrerà sulla situazione nella Striscia di Gaza e sulla sua ricostruzione. Con la sua partecipazione, la Svizzera ribadisce il sostegno al piano di pace degli Usa, prosegue il DFAE. Il dipartimento intende «rafforzare i contatti con i decisori dell'amministrazione statunitense e gli altri partecipanti sulle questioni mediorientali». Ritiene che questa presenza consenta alla Svizzera di «posizionarsi nel suo ruolo tradizionale di facilitatore e mediatore per la pace». Lunedì anche l'Unione europea ha annunciato che prenderà parte alla riunione inaugurale del Consiglio di pace, ma senza aderirvi, mettendone in particolare in discussione la sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite.
L'organo, lanciato ufficialmente durante il Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR) lo scorso gennaio, è presieduto da Trump. I Paesi che vogliono entrarci in qualità di membri permanenti devono pagare una "quota d'iscrizione" di un miliardo di dollari. Il consiglio è stato concepito per porre fine al conflitto a Gaza, ma il suo statuto gli conferisce un obiettivo molto più ampio, ovvero risolvere le guerre in tutto il mondo.



