Crans-Montana: le autorità penali di Roma oggi a Berna

La delegazione italiana è arrivata poco prima delle 10:00 nella città federale.
BERNA - È iniziato poco fa a Berna l'incontro tra le autorità penali di Roma e del Vallese nell'ambito dell'inchiesta sull'incendio avvenuto la notte di Capodanno a Crans-Montana (VS), in cui sono morte 41 persone, tra cui sei giovani italiani. La riunione mira a chiarire le modalità di collaborazione tra le due procure.
La delegazione italiana è arrivata poco prima delle 10:00 nella città federale, ha constatato un giornalista dell'agenzia Keystone-ATS presente sul posto. Due agenti di polizia accompagnavano il convoglio.
Stando all'agenzia di stampa italiana ANSA, all'incontro partecipano il procuratore capo della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi, l'aggiunto Giovanni Conzo e il sostituto Stefano Opilio. Con loro ci sono il tenente colonnello dei carabinieri Stefano Carella, esperto per la Sicurezza del ministero dell'Interno presso l'ambasciata italiana a Berna, nonché Salvatore Gava, primo dirigente della Polizia di Stato italiana e capo della Divisione reati contro la persona dell'Ufficio centrale nazionale Interpol. Per la procura del Canton Vallese è presente la procuratrice generale Béatrice Pilloud.
L'appuntamento era fissato per questa mattina nei locali dell'Ufficio federale di giustizia (UFG), che sovrintende l'incontro. Oltre al coordinamento dei procedimenti penali tra i due Paesi, si discuterà della possibilità di costituire una squadra investigativa congiunta (SInC), sulla quale il Governo italiano ha espresso molte aspettative.
Contattato da Keystone-ATS, l'UFG ha precisato che si tratta di una "riunione tecnica tra autorità di perseguimento penale". Nessun membro del Governo elvetico partecipa all'incontro. Il Ministero pubblico vallesano ha accordato l'assistenza giudiziaria all'Italia nella gestione del caso alla fine di gennaio.
Nella rogatoria trasmessa dai magistrati italiani in Svizzera il 13 gennaio scorso gli inquirenti romani chiedono anche di potere avere tutta l'attività istruttoria svolta dagli omologhi elvetici. Non solo i verbali degli interrogatori degli indagati e dei testimoni, ma anche la documentazione sulle autorizzazioni ricevute dal comune di Crans-Montana e tutti gli atti relativi al mancato rispetto della normativa sulla sicurezza.
Secondo l'ANSA, l'esito della riunione odierna potrebbe influenzare anche lo stato delle relazioni diplomatiche tra l'Italia e la Svizzera e l'eventuale rientro a Berna dell'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma il 24 gennaio a seguito della scarcerazione del proprietario del bar "Le Constellation" Jacques Moretti decisa dal Tribunale per le misure coercitive del canton Vallese.



