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VALLESE

«Dal momento dell'incendio non abbiamo più notizie di mia sorella 15enne»

Lo strazio infinito dei famigliari, in cerca dei proprio cari dispersi a Crans-Montana, si riversa sui social. Ma per identificare i corpi, e non solo dei defunti, ci vorranno ancora giorni. Le autorità: «Per i parenti un momento davvero terribile».
AFP
«Dal momento dell'incendio non abbiamo più notizie di mia sorella 15enne»
Lo strazio infinito dei famigliari, in cerca dei proprio cari dispersi a Crans-Montana, si riversa sui social. Ma per identificare i corpi, e non solo dei defunti, ci vorranno ancora giorni. Le autorità: «Per i parenti un momento davvero terribile».

Almeno 40 persone sono morte nel devastante e tragico incendio di Capodanno a Crans-Montana (VS). Oltre 100 persone sono rimaste ferite, la maggior parte delle quali gravemente. A confermarlo questo giovedì sera in conferenza stampa da Sion le autorità federali, cantonali e comunali.

«Molti genitori ancora adesso non sanno cosa sia successo ai loro figli», ha chiosato il Presidente Federale Parmelin, recatosi in Vallese come simbolo di vicinanza del Governo federale, e di tutta la Confederazione.

Il motivo è che molti, non solo dei morti ma anche dei sopravvissuti, presentano gravi ustioni e identificarli - soprattutto se sono impossibilitati a parlare - è estremamente difficile.

Come più volte ribadito, tanto dalla Polizia cantonale quanto dal Ministero pubblico vallesano, affinché si possa arrivare a un'identificazione di tutti i dispersi potrebbero volerci diversi giorni.

A rendere il tutto ancora più drammatico è la giovane età delle vittime, si tratta di ragazze e ragazzi per gran parte al di sotto dei 30 anni.

«I pazienti che abbiamo in cura sono giovani, hanno un'età compresa tra i 16 e i 26 anni», ha confermato al quotidiano 24 Heures il direttore dell'Ospedale Universitario di Losanna. Una delle strutture, assieme a Zurigo e Berna (ma anche Milano) che hanno accolto alcune delle vittime del rogo.

In mancanza di conferme ufficiali, la disperazione di parenti e amici prende la via dei social: «Mia sorella quindicenne è scomparsa. Non abbiamo più notizie dall'incendio al bar di Crans-Montana. Era lì con tre amici, anche loro dispersi, potete aiutarmi?», chiede un utente.

Un altro post riguarda un giovane disperso dopo il rogo: «Se lo avete visto dopo l'1:30 di notte o sapete dov'è stato portato, vi prego di contattarmi. Anche tre dei suoi amici sono scomparsi», riporta un altro annuncio.

«Cerco mia sorella, indossava stivali di pelle alti fino al ginocchio, un abito nero scintillante... aveva capelli ricci e orecchini di perle. Se l'avete vista, notata o sapete se è stata curata dai servizi di emergenza o lasciata con altre persone, vi preghiamo di inviarci un messaggio», scrive un'altra ragazza.

Per portare a termine la titanica impresa del riconoscimento, hanno ribadito sempre in conferenza stampa le autorità vallesane «sono stati stanziati fondi ingenti», ha confermato la procuratrice generale Beatrice Pilloud.

Il Presidente del Consiglio di Stato vallesano Matthias Reynard ha dichiarato: «Questo è un momento davvero terribile per i parenti», ha aggiunto, «vivere nell'incertezza è un supplizio, ma il processo si sta rivelando estremamente impegnativo».

Per testimoni, familiari, amici intimi di vittime e feriti è stata istituita una help line telefonica (0848 112 117)


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