Fucilazione in diretta streaming, 60 soldati non ci stanno

Le richieste di esonero seguono l'appello dell'arcivescovo militare
WASHINGTON - Dopo l'appello dell'arcivescovo militare, almeno 60 soldati statunitensi hanno chiesto di essere esonerati dall'eventuale partecipazione alla fucilazione in diretta streaming dell'autore della strage di Fort Hood, Nidal Hasan.
La Military Religious Freedom Foundation, un'organizzazione no-profit che tutela i diritti costituzionali dei militari e che si è già scontrata con il capo del Pentagono su altre questioni, ha reso noto che decine di membri delle forze armate in servizio nutrono «obiezioni religiose o morali» riguardo all'esecuzione live di Hasan, che nel 2009 uccise 13 soldati nella base del Texas. Per il fondatore della no-profit, Mike Weinstein, questa modalità è «grottesca e barbara».
«Una cosa è eseguire una condanna a morte. Tutt'altra cosa è trasmetterla in streaming, permettendo a qualsiasi bambino di seconda elementare che nel 2026 abbia accesso a Internet di vederla in diretta», ha affermato, aggiungendo che la stragrande maggioranza di coloro che si oppongono sono cristiani.




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