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CANTONE/SVIZZERA

L'aggressione a Winterthur fa da traino all'iniziativa "No alla Svizzera da 10 milioni"

La politica (e non solo) cavalca la notizia e invita a sostenere l'iniziativa popolare in votazione il prossimo 14 giugno.
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L'aggressione a Winterthur fa da traino all'iniziativa "No alla Svizzera da 10 milioni"
La politica (e non solo) cavalca la notizia e invita a sostenere l'iniziativa popolare in votazione il prossimo 14 giugno.

LUGANO - L'episodio non ha mancato di suscitare reazioni sui social, anche da parte della politica. E, inevitabilmente, fa da traino alla prossima votazione del 14 giugno sull'Iniziativa popolare "No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)".

Due i post pubblicati da Lorenzo Quadri. Nel primo si interroga sulla «Nazionalità dell'aggressore», parlando di «immigrazione incontrollata» e di «islamizzazione della Svizzera». Nel secondo - diffuso dopo che è stato reso noto che il 31enne è naturalizzato svizzero - rilancia: «Questo è cittadino "svizzero" come l'attentatore di Modena che si è lanciato in auto sulla folla è "italiano"? Come i teppisti della piscina di Porrentruy erano "francesi"?». «Il terrorismo islamico - conclude il consigliere nazionale leghista - con la Svizzera non c'entra niente. C'entra invece molto con il multikulti e con l'immigrazione incontrollata. La correlazione tra immigrazione incontrollata ed islamizzazione della Svizzera, con conseguente radicalizzazione, è evidente. Ci fosse anche qualche svizzero di nascita che diventa estremista islamico, le responsabilità rimangono chiare».

Gli fa eco Piero Marchesi con un post dai toni pressoché identici: «Ecco l'immigrazione di qualità, quella che ci pagherà le pensioni! Poi a Winterthur un uomo grida “Allahu Akbar” e accoltella quattro persone, mentre passa una scolaresca».

«Questa è la realtà dell’immigrazione di massa che la sinistra e i contrari all’iniziativa vogliono continuare a difendere», conclude il consigliere nazionale UDC.

La chiusa di entrambi è un invito a votare sì all’iniziativa per la sostenibilità “NO alla Svizzera da 10 milioni”.

Sui social, intanto, vanno moltiplicandosi i post dello stesso tenore, con un invito esplicito a sostenere l'iniziativa popolare.

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