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Ecco il "Tavolo dei poli urbani"

I Municipi di Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio legati da un'alleanza che si prefigge di «essere riconosciuta quale interlocutore istituzionale dal Consiglio di Stato e più in generale del Cantone»
Foto Tipress
Fonte Tavolo dei Poli urbani
Ecco il "Tavolo dei poli urbani"
I Municipi di Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio legati da un'alleanza che si prefigge di «essere riconosciuta quale interlocutore istituzionale dal Consiglio di Stato e più in generale del Cantone»

BELLINZONA - Si chiama "Tavolo dei Poli urbani" ed è l'unione istituzionale di cinque Municipi - Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio - che si propone di porsi quale «interlocutore istituzionale nei confronti del Consiglio di Stato e, più in generale, del Cantone».

«Fronteggiare meglio le grandi sfide che attendono il Cantone e i Comuni» - Un'allenza per fronteggiare meglio le «importanti sfide che attendono il Cantone e i Comuni nei prossimi anni» si legge in una nota. I Municipi dei cinque poli urbani ticinesi «ritengono necessario e urgente rafforzare il clima di reciproca fiducia tra i livelli istituzionali», fondando il tutto «su un dialogo costruttivo e su una collaborazione». Il tavolo «si configura come complementare all’Associazione dei Comuni ticinesi, alla quale peraltro aderiscono già quattro dei cinque Poli urbani».

Evoluzione naturale di una collaborazione già attiva - Questo nuovo luogo di condivisione e confronto istituzionale «rappresenta l’evoluzione naturale e la formalizzazione di una collaborazione già attiva e consolidata tra le cinque Città, avviata nel 2020. In quell’anno hanno preso avvio incontri periodici, inizialmente di carattere informale, tra i Sindaci dei Poli urbani, affiancati da una rete di scambio e coordinamento già consolidata a livello amministrativo» viene spiegato.

In particolare, «i Segretari comunali e i funzionari di riferimento delle cinque Città si incontrano regolarmente da tempo, promuovendo il confronto e lo sviluppo di soluzioni condivise». La decisione di istituire «oggi il Tavolo intende dunque dare una cornice più strutturata e riconoscibile a un lavoro comune avviato anni fa, rafforzandone la continuità e l’efficacia nei rapporti istituzionali con il Cantone».

Fra gli obiettivi del tavolo «l'essere riconosciuti quale interlocutore istituzionale dal Consiglio di Stato» - Quale l'obiettivo principale? «La tutela e la rappresentanza degli interessi condivisi dei Poli urbani nei confronti delle altre istituzioni e autorità e, in particolare, nei rapporti con il Cantone. Esso intende inoltre promuovere la collaborazione e lo scambio di informazioni tra i Comuni e con l’Associazione dei Comuni ticinesi». Ma il Tavolo dei Poli urbani ticinesi «chiede di essere riconosciuto quale interlocutore istituzionale dal Consiglio di Stato».

Per questo «i Comuni auspicano di poter organizzare a breve termine un incontro tra il Consiglio di Stato e il neo-costituito Tavolo dei Poli urbani ticinesi, al fine di porre le basi per una nuova fase di relazioni istituzionali improntate alla collaborazione» viene riferito.

Come funziona? - È presieduto dal «Gremio dei cinque Sindaci. In caso di impedimento, i Sindaci possono essere sostituiti dai rispettivi Vicesindaci».
Il segretariato «è garantito dal Gremio dei cinque Segretari comunali, che possono avvalersi dei funzionari di riferimento in base alle necessità. Il Gremio dei Segretari designa al proprio interno una persona che assume il ruolo di coordinatrice o coordinatore».

Il Tavolo si riunisce almeno quattro volte all’anno e può essere convocato in funzione dei bisogni.

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