«Più risorse alla polizia, pene effettive e tolleranza zero per i criminali»

L'agenda ticinese del PLR in tema di sicurezza: «Il Ticino non può permettersi zone grigie».
BELLINZONA - «La sicurezza non appartiene di default a nessuno. In Svizzera e in Ticino è una priorità reale, misurabile e vissuta: lo confermano anche le statistiche, con un aumento nel 2024 di reati violenti e sessuali che sfiora il 20% per categorie gravi. Davanti a questi segnali, il PLR rifiuta due scorciatoie: chi banalizza e chi strumentalizza. Il Ticino non può permettersi zone grigie».
Così in una nota il PLR che torna a mettere l'accento sul tema della sicurezza: e lo fa anche ricordando che «essere Cantone di frontiera significa avere più pressione su mobilità, controlli e gestione dei flussi. Per questo il PLR Ticino richiama con forza la necessità di mantenere strumenti europei indispensabili: tagliarsi fuori da Schengen/Dublino “accecherebbe” le forze dell’ordine e renderebbe più difficile respingere criminali e contenere il caos nel sistema d’asilo. Sul terreno, queste dinamiche non sono teoria».
Le criticità del Mendrisiotto - La compagine politica fa l'esempio del Mendrisiotto, e in particolare di Chiasso, dove «persistono criticità legate a disordine e microcriminalità in aree sensibili, che richiedono presenza, rapidità d’intervento e coordinamento. A ciò si aggiungono fenomeni come l’accattonaggio nomade organizzato, che non è “folklore”, ma spesso rappresenta un problema di ordine pubblico e di sfruttamento: qui servono regole applicate e strumenti operativi, non rassegnazione» viene sottolineato.
In questi ambiti, il PLR Ticino è già attivo. Come? «Con interventi politici e atti parlamentari in Gran Consiglio e prese di posizione nei Comuni, chiedendo più coerenza tra decisioni e costi, più efficacia sul territorio e una gestione dell’asilo che protegga davvero chi ha diritto di protezione, senza tollerare abusi e impunità e non crei disturbi nelle zone residenziali e turistiche».
«Vittime di reati sessuali lasciate spesso sole» - La risocializzazione dei criminali è vero che resta un obiettivo, «ma non può diventare un alibi. Per i reati violenti e sessuali la pena deve essere effettiva, mentre troppo spesso le pene sospese urtano il senso di giustizia e lasciano sole le vittime. In parallelo, va rafforzata la protezione delle vittime (in particolare nella violenza domestica): non deve essere la vittima a fuggire, ma l’autore a essere allontanato, e vanno valutati strumenti concreti come la sorveglianza elettronica dinamica dove utile».
Rafforzare la polizia: più mezzi, collaborazione tra i corpi e bodycam - Per il PLR «una sicurezza credibile richiede una polizia che possa lavorare: «Mezzi, professione attrattiva, collaborazione tra corpi, strumenti moderni come le bodycam, e procedure che permettano di agire con rapidità (ad esempio, estendere l’arresto provvisorio a 48 ore per salvaguardare prove e operatività,
nel rispetto delle garanzie)» risultano indispensabili. «Chi invoca sicurezza e poi mette paletti ideologici al lavoro della polizia indebolisce lo Stato. E uno Stato debole è un regalo ai violenti».
Asilo: tradizione umanitaria sì, copertura per criminali no. La Svizzera è orgogliosa della sua tradizione umanitaria, fa presente la compagine politica, ma «proprio per questo è inaccettabile che il diritto d’asilo venga usato come copertura da chi delinque. Il documento nazionale
propone misure concrete: procedure accelerate per Paesi con tassi d’asilo minimi, rimpatri più rapidi, detenzione amministrativa dove prevista, e accordi di riammissione con Paesi chiave (in particolare nel Maghreb), oltre a soluzioni per l’esecuzione delle pene nei Paesi d’origine in casi specifici».



