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CANTONEAbusi in Unitas, «non tutti volevavo chiarezza in tempi rapidi»

13.02.23 - 07:15
Le vittime parlano di audit «monco» e puntano il dito contro il Dss: «La tutela delle vittime usata come scusa per nascondere gli errori»
Tipress (foto d'archivio)
Abusi in Unitas, «non tutti volevavo chiarezza in tempi rapidi»
Le vittime parlano di audit «monco» e puntano il dito contro il Dss: «La tutela delle vittime usata come scusa per nascondere gli errori»

BELLINZONA - Un audit «che sembra essere monco» e una volontà di fare chiarezza, nel modo più rapido possibile, non condivisa da tutti. Si parla del caso delle molestie in Unitas e la voce è quella delle vittime coinvolte, che, come riferisce la Regione, hanno potuto visionare venerdì scorso il rapporto.

«Dall’incontro - ha spiegato una delle persone coinvolte - è emerso che gli avvocati hanno rimesso l’audit al governo già in settembre, insistendo a più riprese affinché lo stesso governo si occupasse di informare anche le vittime. Come già aveva fatto con i vertici di Unitas». Così però non è stato. E la comunicazione è infatti arrivata solo a novembre e «dopo esserci esposti tramite la stampa». E, ha aggiunto, «non sappiamo se senza quest’azione l’incontro» tra le parti «sarebbe avvenuto».

Il dito è puntato soprattutto contro il Dipartimento sanità e socialità, destinatario di diverse critiche da parte delle vittime. Si va dal rapporto «monco» - «proprio a causa dell'atteggiamento del suo mandatario», il Dss, appunto, «che non ha risposto alle richieste degli avvocati da lui stesso incaricati», ma avrebbe anzi temporeggiato di fronte alle richieste di invitare le persone informate a testimoniare, con il risultato di trovare «tracce chiare» degli abusi «solo per gli ultimi cinque anni» - fino all'aver costretto le vittime «a rendere note le proprie testimonianze e la propria identità» per poter accedere alle «informazioni a cui avevano diritto».

Ma la delusione delle persone coinvolte travalica il singolo Dipartimento e riguarda più generalmente l'atteggiamento del governo, con le due prese di posizione - una prima che evocava criticità di tipo organizzativo e una seconda, pubblicata dopo le testimonianze e la discussione in Gran Consiglio, che imponeva invece il ricambio dei membri di comitato e poneva il direttore dell'associazione sotto la lente - che sono «basate sullo stesso audit». «La scusa della tutela delle vittime - concludono - è stata utilizzata per non rendere pubbliche le manchevolezze della dirigenza Unitas. Dall’incontro di venerdì sembra emergere che il vero problema del Dipartimento sia quello di nascondere gli errori della dirigenza e del loro legale».

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