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01.07.2020 - 12:220
Aggiornamento : 03.07.2020 - 13:59

In aula appare il video choc in cui viene descritta la strage

Era il 3 maggio 2018. Il giovane, da oggi alla sbarra, aveva già tutto pronto. E lo raccontava così.

Processo per lo sventato massacro alla Commercio di Bellinzona: «Volevo andare a scuola, uccidere un numero casuale di persone. E poi suicidarmi».

LUGANO - La data del massacro doveva essere il 15 maggio del 2018. Ma il 3 di maggio lui aveva già realizzato un video in cui, a volto scoperto, spiegava come si sarebbe dovuta svolgere la strage presso la sua scuola, la Commercio di Bellinzona. Le immagini choc realizzate dal 21enne, da oggi alla sbarra, sono state mostrate dal giudice Mauro Ermani nell'ambito del processo in corso a Lugano.

La "vittima zero" – Il video, forse realizzato col cellulare o con una webcam, è da pelle d'oca. Il ragazzo, con gli occhi lucidi, dice che «manca poco». E che sa già chi è la "vittima zero". Non ha ancora deciso se si intrufolerà nella scuola con le armi nascoste nello zaino o nella custodia della chitarra.

Il valore della vita – «Le chiederò che valore ha per lei la vita», sussurra, riferendosi alla "vittima zero". Puntandole, in seguito, la pistola. «E lei poi mi dirà "ma no, tu vai bene a scuola, non fare stupidaggini. È tutto a posto". No, non c'è niente che è a posto. Voglio lanciare un segnale forte, che possa protrarsi nei secoli». Ed elenca diversi nomi di potenziali vittime.  Alla fine del massacro l'intenzione era quella di invocare Dio, ma anche personaggi come Charles Manson o Adolf Hitler. «Poi mi suiciderò. Tutto finirà, così come è cominciato», precisa nel video con un filo di voce. 

I giorni prima dell'arresto – Il giovane è stato arrestato il 10 maggio del 2018. Ma i giorni precedenti al suo fermo sono densi di episodi particolari. Il ragazzo manifesta disagio nei confronti di alcune sue amiche. Si capisce che non sta bene. Un'amica in particolare cerca di stargli vicino. Il ragazzo in quei giorni avrebbe chiamato anche il Telefono Amico, facendo emergere tuttavia solo la sua voglia di suicidarsi. 

Suicidio al quinto piano – Il 21enne da qualche giorno aveva cominciato un folle conto alla rovescia. Sollecitato dal giudice Mauro Ermani spiega: «Mi rattrista sentire certe cose che dicevo o che pensavo. La mia intenzione era di andare a scuola e di uccidere un numero casuale di persone». Il giudice mostra una piantina della scuola. Il giovane si sarebbe voluto suicidare al quinto piano. Con un colpo di pistola in bocca e un coltello nello stomaco.  

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