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LUGANOMaxi ingorgo, Zali testimone furente: «Sono disservizi inaccettabili per i ticinesi. L'Ustra si scusi»

07.10.21 - 16:27
Il direttore del Dipartimento del territorio punta il dito contro l'Ufficio federale delle strade
Archivio Tipress
Maxi ingorgo, Zali testimone furente: «Sono disservizi inaccettabili per i ticinesi. L'Ustra si scusi»
Il direttore del Dipartimento del territorio punta il dito contro l'Ufficio federale delle strade
Testimone diretto dell'intasamento, il consigliere di Stato racconta la sua risalita faticosa da Mendrisio verso Lugano.

MENDRISIO - La coda diurna di un cantiere notturno (!) sull’A2 all’altezza della Galleria San Salvatore avrebbe paralizzato il traffico su gomma tra Lugano e Mendrisio per quasi tutta la giornata. Si parla di cattiva gestione dei lavori notturni, con la conseguente imprevista chiusura di una corsia autostradale durante il giorno con il risultato che la coda da Lugano si è allungato fino a Mendrisio e oltre. Il condizionale è solo sulle cause, perché sull'effetto - l'immane imbottigliamento - c'è un testimone diretto, e anche piuttosto arrabbiato, il direttore del Dipartimento del Territorio, Claudio Zali, rimasto bloccato per ore nell’ingorgo con migliaia di altri automobilisti.  

«Sono dei disservizi non accettabili per i ticinesi - dice Zali, che alle 15.30 si trovava ancora sulla strada cantonale in territorio di Capolago -. Ormai il danno è fatto, sarebbe gentile se l’Ustra si scusasse con l’utenza quando succedono fatti del genere. La comunicazione spetterebbe a loro… non al Dipartimento del territorio. In questi minuti - continua il consigliere di Stato - l’autostrada scorre, ma io sono tutt’ora bloccato sulla cantonale che è ancora paralizzata». Trovando la coda sull’A2 sono stati in molti ad uscire a Mendrisio per proseguire, si fa per dire, verso Lugano.

«Hanno isolato il Mendrisiotto, bloccando la gente in coda per ore. Ripeto non è accettabile e sono solidale con le migliaia di altri cittadini che hanno perso così soldi e tempo.  L'Ustra dovrebbe segnalare, comunicare e spiegare» conclude Zali, che ora potrebbe essere al Ponte Diga. Se va bene...

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