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CANTONE
10.02.2021 - 06:000
Aggiornamento : 10:34

Il congedo per neo papà digerito da tutti... ma non dallo Stato

Il deputato e sindacalista Giorgio Fonio fa il bilancio della novità a oltre un mese dalla sua introduzione

«Dopo le iniziali resistenze, sta funzionando bene con i datori di lavoro. Oggi lo Stato è probabilmente il meno adempiente, non adeguandosi alla legge federale e pretendendo il consumo dei dieci giorni in un unico blocco»

BELLINZONA - Dal 1. gennaio i neo papà hanno diritto a un congedo di 10 giorni per… fare al meglio i papà. Si temeva, complice anche la difficile situazione economica, che qualche datore di lavoro facesse resistenza alla novità estesa a livello federale. A un mese abbondante dalla sua introduzione nulla di tutto ciò. Il congedo di paternità sembra aver trovato buona accoglienza presso il mondo economico ticinese. 

Fonio: «Giusto e sostenibile» - «Dopo un’iniziale resistenza, che ci aveva portato a denunciare le pressioni da parte di alcuni datori di lavoro nei confronti dei neo papà, l’impressione è che ore stia funzionando piuttosto bene (salvo alcune eccezioni) a conferma che la proposta di un congedo paternità è stata giusta ma soprattutto sostenibile sotto tutti i punti di vista. Grossi problemi non ne stiamo più riscontrando, speriamo si continui così» conferma Giorgio Fonio, segretario regionale dell’OCST. Fonio, come deputato Ppd sul tema ha presentato anche - assieme al collega Fiorenzo Dadò - un’iniziativa parlamentare generica che vuol permettere ai dipendenti pubblici di beneficiare dei 10 giorni di congedo non in un solo blocco al momento della nascita, ma nei sei mesi successivi a seconda delle necessità.

La resistenza del Cantone - Per paradosso infatti è il Governo a fare resistenza e ciò spicca ancor di più visto che il Canton Ticino è stato precursore nell’introdurre questo diritto per i propri collaboratori ancor prima del popolo svizzero. Un diritto però da consumare in blocco. «A livello di personale statale - spiega Fonio - non c’è ancora un adeguamento alla legge federale. Oggi lo Stato è probabilmente il meno adempiente in questo ambito». A tal proposito il sindacalista dell'OCST ci mostra un documento interno all’amministrazione, in cui si legge che «il Consiglio di Stato ha deciso di non allinearsi alle disposizioni federali».

«Consumo in blocco illogico» - Un disallineamento di Bellinzona rispetto a Berna che per il granconsigliere è poco ragionevole: «Il consumo dei 10 giorni di congedo nell’arco dei primi 6 mesi ha una logica. Non tanto per evitare la sovrapposizione ad altri periodi di ferie, anche se esiste questo aspetto. Pretendendo l’utilizzo in blocco lo Stato dimentica che un neo papà può aver bisogno di questi giorni per aiutare la mamma in varie mansioni. Ad esempio poter disporre di mezza giornata per portare il figlio dal pediatra. È questo il senso del congedo». Insomma non una vacanza per i papà, ma un bonus per fare i papà quando occorre. Cioè sempre, ma talvolta un po’ di più.

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