Keystone
Passeggeri sul bus, a Berna.
ULTIME NOTIZIE Ticino
AUSTRIA
1 ora
Il vetraio Luca si porta a casa il bronzo
Una competizione memorabile per la Nazionale Svizzera delle professioni, che ha ottenuto 14 medaglie
CANTONE
2 ore
«C'è chi ha chiesto di entrare senza certificato, né mascherina»
Alle lamentele di alcuni familiari, che segnalano incongruenze nelle nuove normative, risponde il direttore di LIS.
CANTONE
5 ore
Guasto sulla linea e i treni vanno in tilt
Disagi importanti per chi oggi pomeriggio viaggia su rotaia con ritardi che continuano a protrarsi
CANTONE
6 ore
Votazioni, le reazioni dei partiti
Tra conferme e colpi di scena, ecco i commenti a caldo alle votazioni cantonali e federali
CANTONE
6 ore
«Speriamo che il rimborso non legittimi comportamenti violenti»
Il commento del Consiglio Stato sui risultati della votazione cantonale.
LUGANO
6 ore
Rogo in un appartamento a Pregassona
Si è registrato fortunatamente solo un ferito lieve: un caso d'intossicazione leggera
CANTONE
6 ore
Matrimonio per tutti: «Ha vinto l'amore»
I Verdi applaudono quella che definiscono una «vittoria storica».
CANTONE
7 ore
Ribaltone alle urne: Ghiringhelli canta vittoria
L'iniziativa sulla legittima difesa è stata approvata dai ticinesi con il 52,4 per cento di voti favorevoli
MALCANTONE
8 ore
Vernate Unita premiata alle urne
Le comunali "ritardate" hanno premiato la lista civica, nel comune del Malcantone
AGNO
8 ore
Fiamme in un negozio di parrucchiere
I pompieri sono intervenuti a mezzogiorno in piazza Vicari ad Agno
ASCONA
9 ore
Ascona e New Orleans ora sono “sister cities”
Il gemellaggio sancito da un evento questo sabato fra arte, musica e gastronomia
CHIASSO
9 ore
«È davvero possibile, siamo tornati a vivere!»
Un successo il party di Nebiopoli, organizzato dal Comitato direttivo del Carnevale.
AGNO
9 ore
Un successo la pagaiata di notte
Il gruppo ha percorso il tratto in kayak da Agno a Caslano.
PIAZZA TICINO
04.09.2020 - 07:150
Aggiornamento : 10:24

Come ci fanno sentire tutte le contraddizioni legate al Covid-19?

Dalle politiche del Governo alla mascherina (prima non obbligatoria, poi sì), ce lo spiega il sociologo Sandro Cattacin

LUGANO/GINEVRA - La vita di tutti è stata stravolta, in misura diversa, dal coronavirus. Molte abitudini hanno dovuto cambiare e nella vita di tutti i giorni si sono fatti spazio nuovi comportamenti, come la distanza fra le persone e l'indossare la mascherina. Ma da cosa dipende la percezione che abbiamo di questo nemico invisibile? Ne abbiamo parlato su Piazza Ticino con il Sociologo Sandro Cattacin, professore all'Università di Ginevra. 

Le persone come hanno risposto alle varie disposizioni emanate dal Governo?

«A inizio pandemia c'era una strategia di comunicazione che era molto chiara e coerente ma trasmetterla e farla capire alla popolazione è molto più complicato. Alcune decisioni sono state viste come incoerenti. Un esempio è quello della mascherina: all'inizio si diceva che non bisognava portarla, poi d'un tratto è diventata necessaria. La logica però era chiara, servivano negli ospedali e con il lockdown si usciva poco di casa e quindi non erano così fondamentali».

Imporre la mascherina la fa sembrare più utile?

«Probabilmente c'è questo fatto ma vediamo tutti i giorni la contraddizione legata alla mascherina portata da certi e da altri no, in certi posti obbligatoria e in altri no. Questo rende molto difficile far passare il messaggio “siate responsabili portate la mascherina”. Da lì ovviamente la necessità di metterla obbligatoria per far sì che chi non vuol portarla la indossi lo stesso». 

Secondo lei è necessaria?

«Per esempio a GInevra permetterà di iniziare i corsi all'università con le sale piene di studenti. Se magari non serve a niente in un corso, magari in un altro c'è un giovane che non sa di avere una malattia e che una volta contagiato potrebbe avere delle ripercussioni gravi. Dobbiamo pensare che siamo ancora in una logica non di difesa della popolazione ma di difesa della popolazione fragile che ha delle malattie croniche, conosciute e non». 

Il fatto che gli altri la indossino influisce sul comportamento personale?

«Sì certo, ma non si sa bene in quale direzione. Si può avere il caso in cui la persona si arrabbi con quelli che la portano perché non crede nella sua utilità, oppure quella che dice "c'è davvero un pericolo, dunque la devo indossare anch'io". Sono reazioni non prevedibili». 

Com'è cambiata la fiducia nel Governo in questi mesi?

«I primi sondaggi hanno dimostrato che è diminuita, però rimaniamo a dei livelli molto alti rispetto ad altri Paesi. In Svizzera generalmente c'è molta fiducia nel Governo e adesso stiamo tornando a dei dati normali. In altri Paesi le persone hanno perso la fiducia in tutto e in tutti e questo è la morte della società e anche dell'economia».

Gli altri Paesi come hanno influito sulla percezione delle persone riguardo al Covid?

«Nel caso della Svizzera italiana e della Svizzera francese i Paesi confinanti hanno giocato un grande ruolo, perché sono stati toccati prima della Svizzera. Nonostante si trattasse di "estero" erano comunque molto vicini e la tendenza è stata quella di percepire la pandemia prima della Svizzera tedesca che inizialmente era confrontata con i dati della Germania che erano abbastanza tranquillizzanti. Riguardo alle notizie internazionali è possibile rendersi conto che la Svizzera ha fatto un buon lavoro in confronto a paesi come il Brasile o gli USA dove la situazione è fuori controllo».

I media che ruolo hanno in tutto ciò?

«I media digitali erano estremamente attivi durante questo periodo e si è vista non solo la loro importanza, ma anche il rischio che c'è dietro a un tipo di informazione necessaria ma che può essere manipolata velocemente. Ciò è successo sui social media relativamente presto. Ma se si controlla da dove arrivano queste disinformazioni ci rendiamo conto che sono le solite fonti che le producono o le condividono». 

Riguardo alla situazione scaturita dalla pandemia, lei e altri suoi colleghi avete scritto un libro...

«È più vicino a un instant book che a una ricerca scientifica sistematica, anche se all'interno ci sono già dati raccolti durante la pandemia. È il frutto del lavoro di 27 ricercatori che con entusiasmo hanno spiegato cosa stesse succedendo nel loro settore di competenza. Vengono trattati tutti grandi temi, tra cui la famiglia, i giovani e gli anziani».

 

 


YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-09-26 22:33:00 | 91.208.130.86