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SVIZZERA / CANTONE
25.08.2020 - 10:440
Aggiornamento : 11:52

«Le donne prendono poco la parola sulla RSI»

A dirlo è un'analisi di tutti i programmi della SSR svolta sull'arco di due settimane.

Dallo studio emerge pure che le differenti regioni linguistiche tendono a parlare poco l'una dell'altra. In particolare Romandia e Ticino.

BIENNE - Le donne sulla RSI intervengono in maniera decisamente minore nei contributi giornalistici rispetto all'emittente svizzerotedesca SRF e a quella romanda RTS. Lo indica uno studio commissionato dall'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), nell'ambito del quale sono stati analizzati per il 2019, in due settimane, tutti i programmi televisivi della SSR.

Su LA 1 e LA 2 della RSI la quota dei contributi tematici giornalistici in cui sono persone di sesso femminile a prendere la parola è rispettivamente del 29 e del 33%. Alla SRF 1 si attesta invece al 45%, mentre su RTS Un e RTS Deux oscillano tra il 64 e il 56%, indica l'UFCOM in una nota odierna, precisando che dall'inizio del 2019 la Società svizzera di radiotelevisione (SSR) «è tenuta a provvedere affinché entrambi i sessi siano adeguatamente rappresentati nelle proprie offerte informative».

Secondo gli autori dello studio, le percentuali dipendono fortemente dal contesto tematico e dall'avvenimento e ci vorranno dunque ulteriori rilevamenti nei prossimi anni per realizzare una valutazione strutturale.

Romandia e Ticino si ignorano - Dallo studio emerge inoltre che l'informazione riguardante altre regioni linguistiche resta piuttosto scarsa. I ricercatori evidenziano che Svizzera italiana e Romandia tendono a parlare poco l'una dell'altra e i legami tra le due sono "marginali".

Per la RSI LA 1, ad esempio, il 38% dei contenuti riguardano la Svizzera italiana, il 24% la Svizzera tedesca - in cui viene incluso anche ciò che proviene da Berna - ed entrambe al 6% la Romandia e la regione retoromancia. Al contrario, la Svizzera italiana è poco considerata su SRF 1 (5%) e RTS Un (3%).

Struttura dei programmi - Per quanto riguarda la struttura dei programmi, alla RSI LA 1 lo spazio dedicato al giornalismo televisivo - ossia i potenziali contenitori per le notizie giornalistiche - si attesta al 48%, mentre su LA 2 al 30%.

Molto presente è anche l'intrattenimento sui canali di lingua italiana con film e serie tv (32% su La 1 e 20% su LA 2). La pubblicità si attesta invece rispettivamente al 5 e al 3%. Lo sport regna invece sul secondo canale, con una quota pari al 28%, indicano gli autori. Seguono con percentuali decisamente più basse programmi dedicati ai bambini, alla religione e ai trailer di programmi e film.

Notizie attuali su LA 1, repliche su LA 2 - Inoltre su RSI LA 1 nel 94% del tempo (era all'89% nel 2017) la cronaca quotidiana è l'argomento principale delle notizie. Ciò significa che queste ultime si riferiscono ad eventi verificatisi non più di 24 ore prima o che riguardano il giorno seguente. Confrontando con le altre emittenti emerge che l'attualità di giornata - rispetto a quella settimanale o senza un riferimento esplicito all'attualità - è più valorizzata da RSI LA 1: seguono RTS Un (93%), RSI LA 2 (92%), SRF 2 (91%) e SRF 1 (89%).

Le "prime diffusioni" su RSI LA 1 rappresentano il 67% della programmazione, mentre per LA 2 il 47%. Su RSI LA 2, notano gli autori dello studio, non sono le novità assolute a farla da padrone: le repliche, perlopiù a corto termine, occupano il 38% della programmazione, mentre per LA 1 tale quota scende al 24%. Le percentuali rimangono pressoché invariate rispetto al rilevamento effettuato nel 2017.

Le uniche differenze significative rispetto allo studio di due anni prima riguardano l'emittente francofona: dall'introduzione di RTS Info, le informazioni hanno preso il sopravvento a scapito del divertimento su RTS 2, il quale è passato da una quota del 17% al 5%.

Studio biennale - Lo studio, realizzato dall'istituto di ricerca GöfaK, ha esaminato per due settimane - dall'1 al 7 aprile e dal 26 agosto al primo settembre 2019 - i programmi di SRF 1, SRF zwei, SRF info, RTS Un, RTS Deux, RSI La 1 e RSI LA 2, per un totale di 2352 ore di programmazione. Si svolge ogni due anni.

Per la prima volta, viene sottolineato, si analizza anche l'attuazione di una serie di disposizioni introdotte nella concessione SSR nel 2019.

Tra questi, ad esempio, figurano anche i contributi legati a persone con retroterra migratorio e che trattano tematiche inerenti alla migrazione e all'integrazione. Essi appaio, secondo lo studio, «chiaramente identificabili in termini quantitativi». Da un programma all'altro le quote oscillano tra il 2,2% (RTS Un) e il 9,1% (SRF 1), mentre RSI LA 1 e LA 2 si piazzano al centro rispettivamente con il 3,6% e il 5,3%.


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