Umanità appesa a un filo, proteggere il clima è l'unica salvezza

LUGANOUmanità appesa a un filo, proteggere il clima è l'unica salvezza

16.08.20 - 16:49
Il Movimento Sciopero per il Clima ha organizzato un'impiccagione in Piazzetta Maraini.
tio.ch/20minuti
Umanità appesa a un filo, proteggere il clima è l'unica salvezza
Il Movimento Sciopero per il Clima ha organizzato un'impiccagione in Piazzetta Maraini.
Ovviamente nessuno è rimasto strangolato per davvero: l'azione aveva solo un significato simbolico.

LUGANO - Nuova azione per sensibilizzare sui cambiamenti climatici, questo pomeriggio, in Piazzetta Emilio Maraini a Lugano. Ma se in altre occasioni ci si era "limitati" a sit-in, cortei, cori e striscioni, oggi ci si è spinti più in là. «Serviva un segnale più forte», hanno confermato gli organizzatori a Tio.ch/20minuti.

Alcuni attivisti del Movimento Sciopero per il Clima, con l'aiuto di una struttura di legno alta circa tre metri, hanno infatti simulato un'impiccagione. Invece di poggiare su una base solida, i manifestanti erano infatti in piedi, con un cappio al collo, su dei grandi blocchi di ghiaccio (che simboleggiano gli effetti del cambiamento climatico). Questi si sono poi progressivamente sciolti sotto il caldo sole di agosto, lasciandoli le persone, cioè la società, appese. Ovviamente la spettacolare azione aveva solamente un forte significato simbolico: nonostante l'impressione visiva, il tutto si è svolto in sicurezza e nessuno è rimasto strangolato per davvero.

L'azione odierna, prettamente scenografica, è stata studiata appositamente per non dover coinvolgere un numero eccessivo di persone. Questo in ossequio alle norme in vigore in questo periodo: «Se la scienza dice qualcosa bisogna rispettarla: sia per la crisi climatica, sia per quella sanitaria. È una questione di coerenza», sottolinea il Movimento. Che ha sfruttato questi mesi per sviluppare nuove riflessioni e per riorganizzarsi: «Molti nostri sostenitori, soprattutto giovani, hanno deciso di rinunciare ad alcune giornate di vacanza per formarsi e arrivare più capaci e preparati all'anno prossimo».

L'auspicio di questi giovani è che la loro voce raggiunga gran parte della popolazione. Ma soprattutto che venga sentita (e ascoltata) dalla politica. 

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