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11.08.2020 - 11:260

Frutta e verdura non standard per combattere lo spreco alimentare

«I due terzi dei consumatori sono disposti ad acquistare una quantità maggiore di questi prodotti»

Nei negozi sono però tornati ad essere rari da inizio agosto.

Frutta e verdura

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

LUGANO - In primavera, durante il lockdown, Coop e Migros hanno ampliato la loro gamma di frutta e verdura che non rispetta gli standard estetici. I controlli a campione effettuati nei negozi dall'Alleanza delle organizzazioni dei consumatori (ACSI, FRC e SKS) hanno mostrato che queste offerte sono tornate ad essere rare dall'inizio di agosto. 

Contro lo spreco alimentare - «L’acquisto di prodotti dall'aspetto non perfetto può dare un contributo significativo nella lotta allo spreco alimentare», spiegano le associazioni. Alcuni prodotti "fuori forma" vengono solitamente utilizzati dalla ristorazione. «Durante il lockdown, quando i ristoranti e gli alberghi hanno dovuto chiudere, Coop e Migros hanno cercato di offrire sempre più prodotti non conformi. A quanto ci risulta, questi prodotti sono stati acquistati da molti consumatori».

Difficile da trovare - Le visite a campione effettuata dall'Alleanza mostrano la presenza di frutta e verdura non standard unicamente presso le grandi filiali di Migros e Coop. 

Consumatori pronti - Un sondaggio online condotto dalle organizzazioni dei consumatori, con 4'150 partecipanti, ha mostrato che quasi la metà dei consumatori ha già notato i prodotti non standard nei negozi e oltre il 50% ha detto di averne acquistati durante il lockdown. Il 66% desidera acquistarne più spesso in futuro e un quarto degli intervistati afferma che questa frutta e verdura non deve necessariamente essere offerte a un prezzo inferiore.

Ampliare l'offerta - L’Alleanza delle organizzazioni dei consumatori si è dunque rivolta ai rivenditori e ha chiesto loro di ampliare nuovamente l’offerta. Questo per sostenere lo spreco alimentare che rimane ancora a livelli molto alti: «Dal campo al piatto, un terzo di tutto il cibo (quasi 3 milioni di tonnellate) viene perso in Svizzera».

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Ultimo aggiornamento: 2020-09-19 18:44:29 | 91.208.130.87