Keystone
GRIGIONI
03.04.2020 - 17:250
Aggiornamento : 18:57

Aumentano i casi di contagio nei Grigioni italiano

598 persone malate. Sessanta sono in ospedale. Ventisette i deceduti

COIRA - Continua ad avanzare, ma moderatamente, l'epidemia da coronavirus nelle valli del Grigioni italiano. Nel Moesano, rispetto a martedì, i casi accertati sono saliti da 55 a 57; mentre in Valposchiavo si è passati da 58 a 61. Intanto il Moesano, contrariamente al Ticino, ha deciso di non chiudere tutte le imprese.

I dati sono stati diramati oggi dallo Stato Maggiore Regione Moesa e, rispettivamente, dal Centro sanitario Valposchiavo.

In Val Bregaglia per contro il numero di persone risultate positive al test è rimasto invariato dal 27 marzo a dieci, secondo i dati forniti dal Centro sanitario Bregaglia.

Quanto al numero di decessi nelle valli italofone dei Grigioni, nel Moesano il numero di morti da coronavirus registrati è fermo a sei, in Valposchiavo a uno, come confermato a Keystone-ATS dall'ospedale San Sisto di Poschiavo.

In Val Bregaglia per contro non si sono ancora verificati decessi per la malattia Covid-19.

Guardando l'evoluzione globale su tutto il territorio grigionese, dai dati forniti dal Cantone aggiornati a ieri, i casi confermati sono 598, con 60 ospedalizzazioni e un totale di 27 persone decedute; mentre al 31 marzo si censivano 521 contagi, 58 ricoveri e 21 morti.

La Regione Moesa non chiude tutto - La Regione Moesa ha deciso di non domandare la chiusura di tutti i cantieri e di tutte le aziende. Una richiesta in tal senso doveva essere presentata al Consiglio federale per il tramite del Governo cantonale.

La decisione, comunicata oggi dalla Regione Moesa, è stata presa sentendo la maggioranza dei Comuni, dei deputati al parlamento retico e delle associazioni di categoria.

Da verifiche condotte in collaborazione con la polizia cantonale grigionese a 15 giorni dalla chiusura delle attività economiche in Ticino, è emerso che le persone attualmente attive nelle industrie e nei cantieri di tutto il Moesano rappresentano circa il 30% del numero totale dei dipendenti delle imprese della Regione.

Durante i controlli, si legge ancora nel comunicato diramato dalla Regione Moesa, gli agenti non hanno riscontrato trasgressioni alle raccomandazioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica concernenti l'igiene e il distanziamento sociale.

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