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CANTONE
11.11.2018 - 09:440

Argo 1: Sansonetti smentisce la corruzione

Alla Commissione parlamentare d'inchiesta l'ex responsabile dell'agenzia di sicurezza ha spiegato dell'offerta sottoposta a Scheurer e accettata in meno di 24 ore

BELLINZONA - Trentacinque franchi all'ora per un'intervento urgente e di durata limitata. È questa l'offerta sottoposta il 24 luglio 2014 da Marco Sansonetti - ex responsabile di Argo 1 - a Renato Scheurer, a capo dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (Ussi). O perlomeno è quello che Sansonetti - come riferisce oggi il Caffè - ha spiegato in aprile alla Commissione parlamentare d'inchiesta.

La vicenda Argo 1, infatti, non è ancora stata chiusa. E l'ex responsabile della società, allontana da sé le accuse di corruzione. Racconta di avere conosciuto Scheurer quando ancora lavorava per la Rainbow e di essersi recato negli uffici dell'Ussi a fine dicembre 2013 per salutardo, perché stava lasciando quell'agenzia di sicurezza. Ne ha approfittato per consegnargli «una brochure» che riportava le attività della nuova società di cui sarebbe stato responsabile operativo. «Ricordo di aver detto che la cifra per cui avrei potuto svolgere il lavoro si aggirava fra i 35 e i 40 franchi» aggiunge.

Ma racconta di non avere più avuto contatti con il capoufficio dell'Ussi fino a quando ha ricevuto una sua telefonata, appunto, il 24 luglio 2017 per «una necessità dovuta all'urgenza». Sansonetti racconta di avere allestito un'offerta - a 35 franchi l'ora - e di avere ricevuto la conferma dell'assegnazione dell'appalto telefonica, il giorno successivo. «Non abbiamo poi più discusso del costo e io non ho inteso forzare la mano, considerato che se vi fosse stato un concorso, avremmo anche potuto perderlo».

Per quanto riguarda le accuse ricevute dall'ex dipendente sul pagamento dei salari in nero, Sansonetti è convinto di essere vittima di «un complotto» per cancellare Argo 1: «Percepiva 30 centesimi all'ora in meno rispetto a quando lavorara altrove. I turni di lavoro erano decisi dai collaboratori insieme a chi li pianificava. Tutto andava bene finché c'era lavoro».

 


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