LUGANO
12.06.2018 - 09:180
Aggiornamento : 13.06.2018 - 10:35

L’appello di Sansonetti a Pagani: «Prenda in mano la situazione» 

Da 15 mesi l’ex responsabile dell’agenzia di sicurezza Argo 1, su cui pendono diverse accuse, attende risposte da parte delle autorità: «Vivo in un limbo. Spero nel nuovo procuratore generale»

LUGANO – «Da 15 mesi sono in attesa di risposte. Vivo in una specie di limbo. Per me è davvero dura». A raccontarlo è Marco Sansonetti, ex responsabile dell’agenzia di sicurezza Argo 1. Dal 22 febbraio 2017, giorno in cui in Ticino è ufficialmente scoppiato lo scandalo legato ai centri asilanti e alla loro presunta cattiva gestione da parte del Cantone, sul 37enne pendono tredici capi di accusa. Sansonetti ha sempre dichiarato la sua innocenza. Ora affida al web un messaggio diretto al nuovo procuratore generale Andrea Pagani. «Spero che prenda in mano la situazione – afferma –. Da mesi non ho alcuna notizia. Eppure, io la mia versione dei fatti l’ho data».

Tutto in un video – Dal sequestro di persona alla violenza, dall’usura all’omissione di soccorso. Sono queste alcune delle accuse che pendono, come una spada di Damocle, sulla testa di Sansonetti. Senza contare il divieto di esercitare la sua professione. «Ecco perché ho deciso di riassumere il mio disagio in un video di un minuto e 45 secondi. Il mio avvocato ha chiesto più di una volta di aggiornare la procedura. Non abbiamo mai ricevuto risposte. Non ci hanno neanche detto a che punto è l’indagine. Nulla. Non sono aggiornato su niente. Me ne sto a casa ad attendere».   

In cerca di chiarezza – Proprio le lunghe, infinite, giornate di attesa rappresentano il principale cruccio di Sansonetti. «Non posso fare il mio mestiere, che ho esercitato brillantemente per 15 anni. Ma non posso neanche lanciarmi in altri settori lavorativi. Finché su di me non sarà fatta chiarezza, nessuno mi darà opportunità professionali. Ho subito un grande danno di immagine. Ora il procuratore John Noseda va in pensione. Chiedo, per favore, a Pagani (che entrerà in carica il prossimo primo luglio) di occuparsi, al più presto, del mio caso. È diventata una questione di dignità umana».  

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