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16.11.2016 - 08:520
Aggiornamento : 11:02

Il fabbro? Ha più futuro del bancario

Professioni che rischiano di scomparire perché bistrattate dai ragazzi: convinti che siano "vecchie" e non diano lavoro. Invece...

LUGANO - Basta fare gli schizzinosi: e scegliere il lavoro sulla base del prestigio che offre di rimando. Hanno più futuro professioni bistrattate, "povere", nella parvenza e nel pregiudizio: che invece garantiscono commesse e buoni guadagni. Fare muri a secco, tetti in piode, cancelli in ferro battuto; conciare il cuoio, tessere e tingere tessuti. Occupazioni troppo umili, superate, fuori moda? Sulla carta senza dubbio; di certo per un ragazzo ambizioso: tanto da essere considerate «in via d'estinzione».

Un ritorno alla manualità - Perché «il costo della manodopera è troppo elevato», riflette Claudio Gianettoni, presidente della Federazione delle associazioni di artigiani del Ticino Glati. Perché le macchine hanno sostituito progressivamente l'uomo: anche se «stiamo tornando indietro. Abbiamo imparato a fare di tutto ma niente bene: e adesso c'è bisogno di uscire dalla standardizzazione. C'è un ritorno alla personalizzazione, al lavoro artigianale. Lo confermano le indicazioni che giungono dagli altri Paesi, vedi l'Italia con la sartoria: e la Svizzera, con l'opportunità offerta dalla formazione duale, non può rimanere indietro».

Ma un apprendistato dove? - Resta un grosso ostacolo: ed è proprio la formazione, la difficoltà di un apprendistato. «È questo il problema. In Ticino ci sono sono quattro cinque mastri ferrai, per esempio: e il rischio che scompaiano senza lasciare eredità è alto». Eppure «la domanda c'è. Un bel cancello battuto a mano a qualcuno interesserebbe pure: ma non sa a chi rivolgersi. Secondo le nostre indagini nelle zone periferiche, chi fa tetti o muri a secco ha già lavoro per i prossimi due o tre anni». Ma è più forte il preconcetto: «L'artigianato sa di stantio».

I rustici del Ticino: che opportunità - Ecco perché il giovane si tiene bene alla larga da ciò che, invece, potrebbe assicurargli un futuro professionale ed economico solido. «Pensiamo solo ai rustici, che in Ticino sono 90mila: 12mila esclusi dai vincoli, dunque ristrutturabili. Ciascuno di questi darebbe lavoro per 200mila franchi».

Lasciamo liberi i nostri figli - Ma «anzitutto, bisogna vedere chi sceglie per davvero: se il giovane o il genitore. In secondo luogo, non è ancora ben chiaro che non è più come una volta. Oggi una professione non è per tutta la vita: il sistema scolastico si è evoluto e grazie ai cosiddetti "ponti" diverse tipologie di formazione sono collegate. Molti ragazzi vengono ancora invogliati a fare licei o università quando invece potrebbero mettere a frutto le loro attitudini alla manualità». Infine, «serve passione. Non sono affatto lavori monotoni: anzi, spesso richiedono parecchia iniziativa e intelligenza. Io dico che l'artigianato è la scuola dell'imprenditore di domani».

Ma non lasciamoli soli - Non tutto è perduto, però. La possibilità di intercettare l'interesse ancora acerbo c'è: a patto di «agire in modo coordinato. Non possiamo permetterci di formare un giovane e lasciarlo solo finita la scuola. Le associazioni di categoria devono fare da guida, garantire che ad essa faccia seguito un volume di lavoro importante e utile al proprio sostentamento: o si continuerà a preferire altre occupazioni». 

 

 

 

 

Commenti
 
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neuropoli 5 anni fa su tio
beh, il becchino ha più futuro anche del fabbro, dunque...
comp61 5 anni fa su tio
diciamo che vengono obbligati ai licei ragazzi che non dovrebbero andarci. Poi ci ritroviamo tutti dottori come in italia e pizzaioli egiziani.....
Equalizer 5 anni fa su tio
Probabilmente in un futuro ci vorrà un fabbro per forgiare certe teste di rapa che si fanno passare per dirigenti. Ma quello sarà senz'altro un'altro mestiere.
Lowenstein 5 anni fa su tio
Chissà da dove arriveranno tutte queste richieste di porte in ferro battuto... dal banchiere con lo stipendio da 140K all'anno o l'imprenditore di successo o dal fabbro della porta accanto? Per carità, l`artigiano in gamba ha sempre fatto soldi e sempre li farà fino a quando qualcuno è disposto a pagare di più per qualità e personalizzazione, ma bisogna essere bravi...Come bisogna essere bravi per sopravvivere in banca, non basta più sapersi annodare la cravatta e avere i denti bianchi.
Mac67 5 anni fa su tio
certo con il CF che ci troviamo, dovranno emigrare tutti coloro che hanno delle ambizioni professionali, vista la tabula rasa che e' stata fatta ... fabbro? Quando ci sono macchine a controllo numerico che svolgono meglio e a minor costo lo stesso lavoro... non dite castronerie!

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