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CANTONELe prostitute in banca: "Noi discriminate, fateci aprire un conto"

30.09.15 - 07:20
Dove finiscono i soldi guadagnati in Ticino con il mestiere più antico del mondo?
Ti-Press
Le prostitute in banca: "Noi discriminate, fateci aprire un conto"
Dove finiscono i soldi guadagnati in Ticino con il mestiere più antico del mondo?

LUGANO - Accompagniamo Vera, prostituta rumena titolare di permesso B, nella filiale luganese di una grande banca svizzera. Vuole aprire un conto risparmio. Davanti ai documenti, la domanda di rito: "Professione?". Vera risponde: "Lavoratrice indipendente nel ramo della prostituzione". La replica è categorica: "Ci dispiace – spiega il consulente – non apriamo conti per questo settore".

La versione delle banche - Altra banca, stessa scenetta. Vera si reca in tutto in quattro filiali di altrettanti istituti elvetici: la risposta è (più o meno) ovunque la medesima. Si tratta di una regola non scritta nel mondo bancario ticinese? Credit Suisse e Bsi, da noi contattate a titolo d’esempio, fanno sapere di valutare “caso per caso” l’origine dei fondi prima di aprire dei conti. BancaStato spiega di non avere "disposizioni particolari" riguardo le aspiranti correntiste a luci rosse.

"Problema diffuso" - Eppure il problema sarebbe "diffuso" secondo i tenutari degli stessi postriboli. "Ho incontrato le stesse difficoltà con decine di ragazze che lavorano da me" spiega il gestore di un noto locale a luci rosse del Luganese: "Alla fine – aggiunge – la maggior parte di loro si è rivolta alla Posta".

"Noi, discriminate" - Postfinance dal canto suo conferma che, per "assicurare il servizio pubblico stabilito per legge", chiunque detenga un permesso di soggiorno valido "ha diritto all’apertura di un conto". Vera ha deciso che seguirà questa strada. "Il problema è che ci sono dei limiti sugli importi – racconta – Non mi resta che inviare il grosso al mio paese d’origine, sempre tramite la Posta, oppure portarlo in contanti oltre confine presso una banca italiana. Mi sembra una discriminazione, però: io vivo qui e pago le tasse, perché non posso avere gli stessi diritti di tutti?".

Soldi all'estero - Questa soluzione, secondo il tenutario di un altro postribolo, sarebbe quella "adottata da sempre più ragazze" nel ramo, anche perché "da un anno a questa parte le prostitute ottengono soltanto permessi provvisori: alcune aspettano da 7-8 mesi". I soldi, intanto, se ne vanno all’estero.

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