LUGANO
21.07.2011 - 16:380

Fallimento Tecnopellet: "Errori di gestione?"

LUGANO - Sulla discussa vicenda riguardante il fallimento di Tecopellet Martino Rossi (PS) interroga il Municipio chiedendo lumi sul presunta mancata trasparenza da parte di Tecnopellet e sulla politica che si intende attuare per evitare che si ripresentino problemi analoghi.

"Per ironia della sorte - scrive il Consigliere comunale socialista -, proprio oggi è stato recapitato ai consiglieri comunali di Lugano il rendiconto 2010 delle AIL, accompagnato da una lettera del direttore che inizia così: 'il 2010 si è rivelato essere un anno molto positivo per tutti gli ambiti nei quali opera AIL SA'. Nel rendiconto, neppure una parola di commento alla situazione della Tecnopellet SA, di cui AIL è l’azionista di maggioranza (51%), ufficialmente fallita il 1° luglio 2011, ma la cui precarietà era ben evidente già nel 2010".

Non è un caso, infatti, che nell’allegato ai conti 2010 il valore a bilancio della partecipazione a Tecopellet ammonta simbolicamente a 1 Franco.
 
"Un milione di Franchi bruciato assieme ai Pellet - prosegue Rossi -, ma non è tutto. In un’intervista raccolta da Daniele Fontana nell’ambito di un’inchiesta su un’operazione allucinante di Tecnopellet, Nelio Rigamonti –  allora direttore di AIL, vicedirettore di AIL Servizi  e membro del consiglio d’amministrazione della stessa Tecnopellet – comunicava che erano stati investiti in Tecnopellet 6 milioni di Franchi 'per una radicale trasformazione dell’impianto'".

Per il socialista occorre dunque che il Municipio stesso faccia piena luce sull’accaduto: "dato che il comune detiene il 100% delle azioni di AIL, due municipali fanno parte del CdA delle AIL e due del CdA di AIL Servizi".

Il Consigliere comunale socialista chiede dunque al Municipio:

1.    Se condivide che AIL ha mancato di trasparenza nella vicenda Tecnopellet e se intende avvalersi della sua qualità di azionista unico per sollecitare maggiore trasparenza in futuro.

2.    Di ricostruire, per il consiglio comunale e per i cittadini (proprietari, in ultima istanza, delle AIL) tutta la vicenda di Tecnopellet (dal suo acquisto da parte di AIL Servizi al suo fallimento, compresa l’infelice operazione di “marketing” già denunciata nel 2009), indicando le perdite complessive per le AIL e la sua “consorella” AIL-Servizi.

3.    Di chiarire i rapporti di debito e credito fra Tecnopellet e la C.R.S.I. di Cadempino e se corrisponde al vero l’affermazione di quest’ultima secondo cui essa avrebbe offerto una via d’uscita dalla crisi di Tecnopellet, ma non si sarebbe neppure entrati nel merito di quell’offerta.

4.    Di indicare se, a suo parere, AIL Servizi SA ha ancora  una funzione, oltre a quella di mettere a disposizione dei partiti un certo numero di seggi del suo consiglio d’amministrazione. Il dubbio è lecito visto che la principale iniziativa nel settore delle energie alternative (Tecnopellet) era già stata trasferita da AIL Servizi a AIL prima del fallimento, e visto che il settore delle fibre ottiche (pure facente parte degli scopi sociali di AIL Servizi) è gestito direttamente da AIL, che sta negoziando una collaborazione in merito con Swisscom.

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