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SVIZZERA

In pensione non prima dei 66 anni... per finanziare l'esercito

A proporlo al Consiglio federale è il think tank Avenir Suisse.
DDPS
Fonte NZZ
In pensione non prima dei 66 anni... per finanziare l'esercito
A proporlo al Consiglio federale è il think tank Avenir Suisse.

BERNA - In pensione a 65 anni? No, almeno a 66. È quanto propone il think tank economico Avenir Suisse al Consiglio federale. Lo scopo? Finanziare il nostro esercito, rivela la Neue Zürcher Zeitung (NZZ).

Governo e Parlamento, in effetti, vogliono un Esercito più forte e al passo con i tempi, con spese annuali che potrebbero aumentare dagli attuali 6,3 miliardi di franchi a 10 miliardi entro il 2032. Il problema, però, è il finanziamento. Da dove dovrebbero arrivare questi soldi?

Tra le soluzioni discusse, ci sono misure di risparmio in altri settori, un aumento delle imposte e un allentamento del freno all'indebitamento. Ma Avenir Suisse ha in mente tutt'altro.

Niente uniforme? Vai in pensione più tardi - Secondo il ThinkTank bisogna puntare su un aumento dell'età pensionabile, e non per finanziare l'AVS, ma per rafforzare le nostre capacità di difesa. L'idea è che le persone vicine alla pensione contribuiscano «non in uniforme, ma andando in pensione più tardi».

Almeno a 66 anni - L'età del pensionamento dovrebbe quindi essere aumentata di almeno un anno, da 65 anni a 66. Questa modifica permetterebbe all'AVS di risparmiare circa due miliardi di franchi, bottino che la Confederazione andrebbe poi a spendere nell'Esercito.

Un mutamento delle spese - Avenir Suisse giustifica questa proposta anche dando uno sguardo al passato, spiega il quotidiano zurighese: 70 anni fa un franco su tre speso dalla Confederazione veniva destinato all'Esercito e solo il 13% al sistema sociale. Oggi invece il meccanismo si è invertito e il finanziamento della difesa rappresenta solo tra il 6 e il 7% delle spese annuali.

Secondo Avenir Suisse, questa strategia di finanziamento garantirebbe inoltre l'equità intergenerazionale, considerato che i giovani sopportano già la maggior parte degli oneri della sicurezza prestandosi al servizio militare o pagando la tassa d'esenzione.

Ma cosa ne penserà il Governo? E, soprattutto, cosa ne penseranno i rossocrociati? Staremo a vedere.

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