Mercato dell'alloggio: nessuna schiarita all'orizzonte

«Scarsa offerta, prezzi elevati: la ricerca di un alloggio si fa sempre più difficile», sinterizza l'UFAB
BERNA - La situazione sul mercato dell'alloggio rimane tesa e non si vede alcuna schiarita all'orizzonte: a certificarlo è l'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), che da due decenni monitora gli effetti della libera circolazione sul settore.
«Scarsa offerta, prezzi elevati: la ricerca di un alloggio si fa sempre più difficile», sintetizza l'UFAB in un comunicato odierno. Benché il calo dei tassi d'interesse abbia stabilizzato gli affitti in essere, per chi cerca un'abitazione - in particolare per le economie domestiche con redditi modesti - la scarsità dell'offerta è ai massimi livelli dal 2014 a oggi, sottolineano gli esperti federali. La penuria si fa sentire nelle aree urbane e montane ed è particolarmente acuta in regioni come Zurigo, Ginevra, Lucerna, Zugo, St. Moritz, Coira e nella zona di Interlaken-Zweisimmen, nell'Oberland bernese.
Quindi meglio acquistare? «La proprietà di un'abitazione rimane accessibile alla classe media, seppure con compromessi e non ovunque», constata l'UFAB. Per le economie domestiche situate nella fascia inferiore della classe media, i prezzi sono rimasti abbordabili solo in poche regioni: comprare un alloggio è possibile, ma solo dopo un lungo periodo di risparmio e in presenza di una grande determinazione e disponibilità al compromesso per quanto riguarda sia la località sia gli standard abitativi. La fascia medio-alta ha invece maggiori possibilità, ma anche per essa il margine di manovra finanziario si esaurisce presto nelle regioni del Lago Lemano, di Zurigo e di Basilea Campagna.
All'orizzonte non vi è alcuna schiarita. Visto l'andamento degli anni precedenti, anche nel 2026 la crescita del parco immobiliare non saprà tenere il passo con la domanda, prevede l'ufficio dell'amministrazione federale. Concretamente quindi chi è in cerca di un appartamento in Svizzera difficilmente potrà tirare un sospiro di sollievo nei prossimi mesi: la situazione dipenderà in larga misura dalla crescita del numero di economie domestiche e quest'anno non si prevedono cambiamenti di rilievo, vista la persistente immigrazione.



