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BERNA
24.10.2020 - 15:500
Aggiornamento : 16:47

Votazioni di novembre: l'UDC dice "no", i Verdi "sì"

Le assemblee virtuali dei delegati dei due partiti si sono espresse sugli oggetti in consultazione in autunno.

BERNA - L'Unione democratica di centro (UDC) raccomanda di respingere le due iniziative in votazione il 29 novembre, quella per imprese responsabili e quella per vietare il finanziamento dei produttori di materiale bellico.

Riuniti in assemblea virtuale (a causa del Covid) i delegati hanno rifiutato il primo testo con 158 no e 9 sì, mentre per il secondo la decisione è stata presa all'unanimità. Su questi temi si è espresso in un discorso anche il consigliere federale Guy Parmelin.

Anch'essi riuniti in assemblea virtuale, i Verdi raccomandano invece di approvare le due iniziative. I testi sono stati chiaramente approvati «in modalità Landsgemeinde», ha affermato il presidente Balthasar Glättli, che ha precisato che il calcolo dettagliato dei voti sarà effettuato in un secondo tempo sulla base dei fermi immagine dei computer. Per i libri di storia, ha spiegato il consigliere nazionale zurighese.

Gli ecologisti hanno anche approvato l'iniziativa popolare per una Svizzera senza pesticidi e quella per acqua pulita e cibo, nonché il referendum che vuole affossare l'accordo di libero scambio con l'Indonesia.

L'assemblea verde: i punti chiave 

La trasformazione della società in senso ecologista, anche nell'ambito della lotta al coronavirus e alle sue conseguenze, e le raccomandazioni di voto per cinque oggetti prossimamente in votazione: sono questi i temi affrontati oggi dall'assemblea dei delegati dei Verdi svizzeri che, a causa del Covid, si è svolta in modalità virtuale.

Per affrontare la seconda ondata della pandemia servono misure di ammortamento sociale che garantiscano l'impiego e nel contempo accelerino la trasformazione verso un'economia verde, ha affermato il presidente del partito Balthasar Glättli.

Non vi dovranno essere altri 1,88 miliardi di franchi per l'industria aerea senza requisiti vincolanti volti a garantire una trasformazione che tenga conto dei cambiamenti climatici, ha sottolineato il consigliere nazionale zurighese.

Glättli ha quindi proposto un programma di impulso verde e sociale costituto da tre pilastri: un'offensiva in materia di energia solare, con perlomeno un raddoppio del sostegno alle energie rinnovabili, oggi di 1,3 miliardi di franchi; un'offensiva formativa, con un programma di buoni federali per complessivi 500 milioni che permettano una riqualifica dei 150'000 disoccupati; e, terzo, un'offensiva nel campo delle cure e in quello della custodia dei bambini, ambiti in cui andrebbero iniettatati 2 miliardi, uno per ciascun segmento.

Nonostante l'aumento della disoccupazione, c'è una carenza di lavoratori qualificati nel settore delle cure, ha ricordato Glättli. Entro il 2030 saranno necessari circa 65'000 operatori supplementari; inoltre circa la metà del personale infermieristico formato lascia la professione durante la vita lavorativa. Vi è perciò necessità di agire, ha concluso il presidente dei Verdi.

L'assemblea UDC: i punti chiave

Il fortemente avversato accordo quadro con l'Ue, le raccomandazioni di voto in vista del prossimi appuntamento alle urne, la protezione dal coronavirus ma nel contempo il rifiuto del conformismo Covid sono stati fra i temi affrontati oggi dall'assemblea dei delegati dell'UDC, che si è svolta in modo virtuale vista la situazione pandemica.

L'UDC si è sempre battuta per la protezione dei gruppi a rischio, ha detto il presidente Marco Chiesa. I cantoni non devono delegare tutto alla Confederazione e i cittadini devono agire secondo la propria responsabilità. È importante imparare a convivere con il virus ed evitare che la medicina divenga più dannosa della malattia.

Ciò con cui l'UDC non vuole convivere sono invece le tasse, i prelievi e i divieti supplementari, come quelli previsti dalla "legge rosso-verde sul CO2", ha chiosato il consigliere agli stati ticinese. E anche sull'immigrazione il partito rimane vigile: pur avendo perso l'ultima votazione, il 38% di voti raccolti dall'iniziativa per la limitazione mostra che il tema è sentito.

Ora si tratta però di opporsi con tutte le forze all'accordo quadro con l'Ue. Per il presidente democentrista, una cosa è certa: «senza l'iniziativa per la limitazione dell'immigrazione il Consiglio federale avrebbe già da tempo firmato questo trattato di assoggettamento».

I delegati del partito hanno così approvato con 148 sì e 7 no una risoluzione contro il testo negoziato con Bruxelles, convinti anche dall'oratoria del consigliere nazionale zurighese Roger Köppel, che ha parlato di un attacco frontale alla sovranità elvetica, alla democrazia e a tutto ciò che ha costituito il successo della Svizzera.

Da parte sua Ueli Maurer ha tenuto un discorso che ha affrontato vari argomenti, non da ultimi quelli del conformismo, della repressione del dissenso e della limitazione della libertà d'espressione legati alla crisi del coronavirus. «Da un po' di tempo incontro persone che dicono: 'non si può più dirlo ad alta voce'», ha detto il ministro delle finanze. «Questo è veramente pericoloso in una democrazia, quando le persone vengono emarginate perché hanno un'opinione diversa. E questo fenomeno continua ad aumentare. Abbiamo visto com'è adesso, con la crisi del coronavirus ci sono le opinioni degli esperti, del mainstream, degli specialisti sanitari: e se qualcuno le mette in discussione viene subito posto alla berlina».

Maurer ha anche citato il celebre detto di Voltaire sul tema («non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo»), mettendolo in relazione con la situazione odierna, e ha criticato l'atteggiamento di chi si sente moralmente superiore: «io so cosa è giusto e chi non ha la mia opinione non ha la medesima morale». Questo approccio è pericoloso, ha sostenuto il consigliere federale zurighese.

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