Dazi USA-Svizzera, il Ceo di Nestlé rassicura: «Trovare un accordo è possibile»

Philipp Navratil: «Condizioni commerciali stabili fondamentali per aziende e consumatori».
Philipp Navratil: «Condizioni commerciali stabili fondamentali per aziende e consumatori».
ZURIGO - Il Ceo di Nestlé Philipp Navratil è fiducioso che le autorità svizzere troveranno una soluzione alla controversia doganale con gli Stati Uniti. Navratil ha dichiarato oggi in un colloquio con i giornalisti a Zurigo, di avere «piena fiducia» che Consiglio federale e Segreteria di Stato dell'economia (SECO) trovino un buon accordo.
Sulla questione se i negoziati previsti per un accordo doganale siano necessari o se debbano essere interrotti, il Ceo di Nestlé si è espresso con cautela. Al momento vi è molta incertezza e numerose questioni giuridiche da chiarire, motivo per cui non è ancora chiaro quale strada verrà intrapresa.
Fondamentalmente, Navratil si è espresso a favore di condizioni quadro stabili e il più possibile libere dal punto di vista commerciale. Queste sarebbero le migliori a lungo termine sia per l'azienda che per i consumatori. «Se le aliquote doganali cambiano ogni due o tre mesi, per noi è difficile». Frequenti modifiche dei dazi doganali rendono complicata la pianificazione, ad esempio nelle catene di fornitura.
Navratil è stato vago riguardo alla possibilità che Nestlé si unisca a un ricorso doganale presentato da altre aziende per ottenere un rimborso. Ha affermato di non aver ancora riflettuto sulla questione.
Il Ceo ha ribadito che Nestlé stessa è interessata solo in misura limitata dai dazi doganali, in quanto il gruppo produce localmente oltre il 90% dei suoi prodotti nei rispettivi mercati. Il caffè è finora esente da dazi doganali, poiché negli Stati Uniti non viene coltivato caffè.




