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Cerca di spaventare i cinghiali, spara e colpisce in testa l'amico

Il malcapitato è morto. Il cacciatore, un 80enne del canton Vaud, è stato condannato a 10 mesi sospesi con la condizionale.
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Fonte Ats
Cerca di spaventare i cinghiali, spara e colpisce in testa l'amico
Il malcapitato è morto. Il cacciatore, un 80enne del canton Vaud, è stato condannato a 10 mesi sospesi con la condizionale.

LOSANNA -  Un uomo è stato condannato oggi dal Tribunale di Yverdon (VD) per aver ucciso accidentalmente un compagno di caccia, nel novembre 2024, nella regione del Gros-de-Vaud. Riconosciuto colpevole di omicidio colposo, gli è stata inflitta una pena detentiva di 10 mesi con la condizionale.

L'80enne stava partecipando a una battuta di caccia al cinghiale insieme ad altre sei persone. Quando la selvaggina si era nascosta su un dosso in una zona coperta di rovi, l'uomo era salito sulla cunetta e per spaventarla e stanarla aveva sparato due colpi. Uno dei proiettili invece di conficcarsi nel terreno aveva colpito alla testa uno dei compagni di caccia che si trovava ai piedi della collinetta.

Errori su errori
Il cacciatore, pur essendo esperto, ha violato diverse regole quando ha sparato il colpo fatale. La legge cantonale sulla fauna stabilisce che un cacciatore deve sempre «identificare con precisione l'animale preso di mira», ma anche assicurarsi che il suo colpo non colpisca nessuno, né direttamente né di rimbalzo, viene sottolineato.

È inoltre vietato sparare per stanare la selvaggina, «cosa che l'imputato sapeva», afferma ancora il procuratore nel suo atto d'accusa. Quest'ultimo menziona un terzo errore: il cacciatore ha puntato il fucile formando un angolo di 6,3 gradi tra la canna e il suolo, mentre sarebbe stato necessario un angolo minimo di 10 gradi per assicurarsi che il proiettile finisse nel terreno.

Il caso si è concluso con una procedura semplificata dinanzi alla giustizia con l'imputato e la famiglia della vittima che hanno accettato l'atto d'accusa del Pubblico Ministero.

Oggi in tribunale, l'imputato ha confermato di riconoscere i fatti e di accettare la pena. «Non posso rifiutare», ha detto.

Tramite il suo avvocato, ha chiesto solo che il divieto di caccia, previsto per quattro anni, sia ridotto a tre. L'ottantenne non ha più intenzione di cacciare e ha consegnato le armi, ma desidera poter accompagnare il nipote. Il tribunale ha accolto la sua richiesta.

Indennizzi e risarcimenti per 75'000 franchi
Per il resto, oltre alla pena detentiva di 10 mesi sospesa per due anni, l'ex cacciatore è stato condannato al pagamento di una multa di 2'000 franchi. Deve inoltre farsi carico delle spese processuali e versare indennizzi e risarcimenti alla famiglia della vittima per un importo complessivo di circa 75'000 franchi.

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