La Commissione etica chiede più rispetto durante il parto

Raccomandata una maggiore informazione e un coinvolgimento attivo delle donne nelle scelte mediche durante il parto.
BERNA - Interventi senza consenso, pressione da parte degli specialisti, dolori inutili: la Commissione nazionale d'etica in materia di medicina umana (CNE) chiede più rispetto nel campo dell'ostetricia in Svizzera.
In una presa di posizione pubblicata oggi, la CNE esige che i diritti delle donne che partoriscono siano meglio presi in considerazione e maggiormente protetti.
Gli interventi medici dovrebbero avere luogo solo con il consenso libero e informato della partoriente, sottolinea la CNE. Più di un quarto delle donne che hanno partorito ha riferito di aver vissuto esperienze negative, come esami dolorosi inutili, interventi senza il loro consenso e pressioni esercitate dal personale medico.
La commissione etica considera il momento del parto come un periodo di particolare vulnerabilità. Le donne che partoriscono hanno un rapporto di dipendenza nei confronti del personale medico e contano su un'assistenza rispettosa e competente.
Allo stesso tempo, secondo la CNE, gli stereotipi sessisti sono più frequenti quando si parla di donne incinte e partorienti. Questo comportamento aumenta il rischio di denigrazione, discriminazione e abusi.
Per prevenire queste derive, la CNE chiede una migliore applicazione delle norme giuridiche ed etiche mediche esistenti. Le donne che partoriscono devono inoltre essere meglio informate sui loro diritti. La commissione sostiene, infine, un processo decisionale condiviso.



