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TURGOVIA

Ospedali turgoviesi al limite, servono misure immediate e più vaccini

I primari sono «estremamente preoccupati» per il crescente numero di pazienti colpiti da Covid-19
Ospedali turgoviesi al limite, servono misure immediate e più vaccini
Depositphotos (sudok1)
La situazione negli ospedali cantonali turgoviesi è «estremamente preoccupante».
Fonte Ats
Ospedali turgoviesi al limite, servono misure immediate e più vaccini
I primari sono «estremamente preoccupati» per il crescente numero di pazienti colpiti da Covid-19
FRAUENFELD - I primari dei due ospedali cantonali in Turgovia sono «estremamente preoccupati» per il crescente numero di pazienti colpiti da Covid-19. Ritengono che solo adottando misure immediate più rigorose e aumentando il tasso...

FRAUENFELD - I primari dei due ospedali cantonali in Turgovia sono «estremamente preoccupati» per il crescente numero di pazienti colpiti da Covid-19. Ritengono che solo adottando misure immediate più rigorose e aumentando il tasso di vaccinazione si possa assicurare l'assistenza sanitaria della popolazione ed evitare una situazione di triage.

L'aumento del numero di pazienti infettati dal SARS-CoV-2, la maggior parte dei quali non sono vaccinati, sta limitando l'assistenza sanitaria per altri pazienti, hanno riferito questa sera i due ospedali cantonali.

Dalla fine di novembre, le unità di cure intense di entrambi i nosocomi hanno raggiunto i limiti di capacità. Finora, è stato possibile eludere il problema posticipando le operazioni e trasferendo i pazienti. Ma questo sta diventando sempre più impossibile, «poiché anche le unità di terapia intensiva in tutta la Svizzera stanno raggiungendo i loro limiti».

I primari ricordano che un malato grave di coronavirus richiede risorse che altrimenti sarebbero disponibili per circa dieci pazienti. Di conseguenza c'è il rischio che questi pazienti non possano più essere sottoposti a operazioni urgenti che sono possibili solo con un trattamento simultaneo di cure intense.

La maggiore durata di permanenza richiesta per questi pazienti significa anche che alla fine solo quelli affetti da Covid-19 rimarranno in terapia intensiva se il numero di posti disponibili per loro non sarà limitato.

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