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ZURIGO
24.06.2019 - 13:050
Aggiornamento : 14:52

Zurighese morto nello schianto ad alta velocità: «È come se avessi perso mio figlio»

La reazione del rapper Azet, in seguito alla morte del suo manager in un incidente automobilistico in Kosovo. L'amico di lunga data, Sado Maksuti, ha dovuto portare la cattiva notizia alla famiglia

ZURIGO - Lo zurighese (di Winterthur) SK* (25), ha perso la vita in un incidente automobilistico in Kosovo, sabato mattina. Lo svizzero con radici turche era il manager dei rapper Azet e Mero.

I poliziotti intervenuti sul posto - come riferisce Indeksonline - sostengono che K. stesse viaggiando a velocità elevata: «Parti della Porsche Cayenne sono state scaraventate a 200 metri di distanza», hanno spiegato.

«La famiglia è devastata» - Il 43enne Sado Maksuti, amico di lunga data di K., non nasconde il proprio dolore: «Per me è stato come perdere mio figlio», ha ammesso a 20 Minuten. Maksuti stesso ha informato la famiglia di K. della sua morte. «Ho dovuto farlo e spero sia l'ultima volta. Non dimenticherò mai quel momento. La famiglia è devastata».

Maksuti conosceva K. e suo fratello gemello da circa dieci anni. «Con i suoi familiari partiremo oggi per il Kosovo. Da lì si va in Turchia, dove verrà sepolto». L'amico non ha voluto commentare l'incidente, ma ha aggiunto: «Amava le belle macchine, ma non è mai andato troppo forte».

«Non si capiva più nemmeno di che auto si trattasse» - La kosovara LS (29) era in prossimità del luogo dell'incidente quando si è verificato. «Ero a un distributore di benzina con amici... Quest'auto ha attirato la nostra attenzione perché viaggiava ad altissima velocità. A occhio, direi che andava a circa 160 km/h. Anche quelli attorno a me hanno commentato la sua velocità».

Dopo circa 15 minuti, i giovani sono passati davanti al luogo dell'incidente, a circa tre chilometri dalla stazione di servizio. «Non era nemmeno chiaro di che auto si trattasse. Siamo stati tutti molto toccati».

«Avrei ucciso per te» - Nel frattempo anche il rapper Azet ha commentato l'accaduto: «Eri mio fratello, la persona che era con me 24 ore su 24. Avrei ucciso per te. È come se fossi morto. Che Allah ti accolga in Paradiso. Non riesco ancora a crederci».

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