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Dopo lo smartphone, nelle scuole arriva l'emergenza smartwatch

Di tendenza in tutta la Svizzera sono molto discussi perché disturbano i bambini e permettono ai genitori di “origliare” le loro interazioni e tracciarli. L'allarme dei docenti.
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Fonte TagesAnzeiger
Dopo lo smartphone, nelle scuole arriva l'emergenza smartwatch
Di tendenza in tutta la Svizzera sono molto discussi perché disturbano i bambini e permettono ai genitori di “origliare” le loro interazioni e tracciarli. L'allarme dei docenti.

ZURIGO - Se il Ticino si avvia, previo l’ok del popolo, al bando degli smartphone a scuola. Oltregottardo, scrive il TagesAnzeiger, un nuovo dispositivo digitale è il nuovo “distrattore di massa” per scolari e scolare.

Si tratta degli smartwatch per bambini che - stando all'eshop più popolare della Svizzera Galaxus - sono sempre più sulla cresta dell'onda con vendite in impennata del +34% rispetto allo scorso anno.

Ma di che si tratta? Sono dispositivi autonomi e relativamente diversi rispetto a quelli per adulti. Offrono diverse funzioni pensate per rassicurare mamma e papà: chiamate, messaggi, registrazioni audio e video, contapassi e geolocalizzazione.

Fra le applicazioni più controverse c'è il “geofence” (georecinto, ndr.) che segnala ai genitori quando il loro figlio o la loro figlia lasciano un determinato perimetro, e quella che permette di "origliare" quello che fa.

Tutte funzioni che hanno senz'altro un'utilità ma che facilmente distraggono dalle lezioni - magari per messaggini mandati da mamma e papà - e dal socializzare. Secondo diversi dirigenti scolastici, sentiti dal quotidiano zurighese, i rischi potenziali sono diversi.

In generale ci si lamenta però della «mancanza di fiducia» da parte dei genitori che non capiscono «che la scuola è un luogo sicuro» dove non è necessario «ascoltare le interazioni del proprio figlio tutto il giorno».

E c’è anche l’aspetto sociale: molti genitori si sentono spinti ad acquistare uno smartwatch perché “ce l’hanno tutti”, con il rischio di creare differenze tra chi può permetterselo e chi no. Per questo alcune scuole suggeriscono «di affrontare il tema nei tradizionali incontri con i genitori, per trovare regole condivise e ridurre il peso del confronto tra pari».

Si pensa, quindi, al bando? Gli esperti mettono in guardia dalla tentazione di agire troppo in fretta: «Un divieto totale rischia di dare agli smartwatch più importanza di quella che hanno», sostiene un docente specializzato in digitalizzazione scolastica.

L'approccio ipotizzato è quindi quello «di regolamentare solo dove necessario, evitando differenze troppo marcate tra l’uso degli adulti e quello imposto ai bambini».


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