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GLARONA«Viveva con nostro figlio e nostra nuora solo dall'anno scorso»

07.06.23 - 08:30
La bimba di tre anni uccisa venerdì sera a Glarona era nata da una relazione extra-coniugale del padre. I nonni la ricordano.
20 Minuten
Fonte 20 Minuten
«Viveva con nostro figlio e nostra nuora solo dall'anno scorso»
La bimba di tre anni uccisa venerdì sera a Glarona era nata da una relazione extra-coniugale del padre. I nonni la ricordano.

GLARONA - Un dramma che si tinge di giallo. Sono infatti ancora tante le domande senza risposta in un caso che purtroppo presenta un'irreparabile certezza: la morte di una bimba di soli tre anni avvenuta venerdì sera in un appartamento di Glarona.

Ad allertare i servizi d'emergenza sono stati il padre e la matrigna – entrambi ventenni – perché la loro piccola «aveva smesso di respirare». Quegli stessi giovani che ora si trovano in prigione poiché sospettati del delitto più tremendo.

L'uccisione di un figlio. Secondo l'Istituto di medicina legale di Zurigo, infatti, le «ferite multiple e gravi» presenti sul corpo della bimba e che ne hanno provocato il decesso sono compatibili con delle percosse effettuate con un corpo contundente. «Siamo distrutti. Abbiamo tenuto la bimba solo due giorni prima. Giocava felice al campo di calcio», hanno raccontato a 20 Minuten i nonni paterni, ancora increduli per quanto accaduto.

Nonni che avevano scoperto dell'esistenza della piccola solo l'anno scorso. Quando già aveva due anni. La bambina, infatti, era nata da una relazione extra-coniugale del figlio. «La madre biologica non si prendeva cura della bambina, per questo motivo è stata temporaneamente affidata a una famiglia adottiva. In autunno è poi andata a vivere con nostro figlio e nostra nuora e con i loro due figli», racconta la nonna, precisando che la piccola «era stata accolta bene da tutti».

«Abbiamo saputo della sua morte dai media»
 Lei e il marito sono venuti a conoscenza della morte della nipotina solamente tramite i media. «Nessuno si è degnato di informarci prima. Come se fossimo degli estranei». I nonni non sanno nemmeno dove si trovino gli altri due nipoti. Una cosa per loro incomprensibile. «Le autorità ci hanno detto solo che si trovano in un luogo sicuro, ma noi vogliamo che vengano a stare da noi. Siamo la loro famiglia e hanno bisogno del nostro amore in un momento tanto difficile».

Nessuno sa spiegarsi come questa tragedia sia potuta accadere. Sui social la coppia appariva infatti felice e postava regolarmente foto dei bambini. L'ultima, postata proprio il giorno della tragedia, li mostrava sorridenti durante una gita alle cascate del Reno. Ma quello che accadeva tra le mura domestiche resta avvolto dal mistero. Anche perché alcuni vicini avrebbero dichiarato - spezzando di fatto un (probabilmente finto) idillio virtuale - che dall'appartamento «spesso provenissero forti urla»

Domande senza risposta
Le domande senza risposta sono ancora molte. Anche perché l'inchiesta è ancora agli albori. «Al momento non si può dire molto», precisa lo psicoterapeuta Thomas Spielmann. In primo luogo bisognerebbe sapere se le violenze multiple subite dalla piccola si siano verificate in rapida successione o andassero avanti da tempo». 

Il suo collega Felix Hof aggiunge: «La morte di una bambina di tre anni mi lascia sbalordito e triste». Ma perché dei genitori arrivano a togliere la vita a un figlio? Ancora Spielmann. «A volte è un impulso. I genitori vengono sopraffatti e non riescono più a controllare le proprie emozioni in una situazione di stress».  

Ma è possibile che nessuno si sia accorto che qualcosa si stava rompendo nella psiche dei genitori? «Succede - conclude Spielmann - in quelle famiglie che non hanno rapporti stretti con parenti e amici. Anche la paura nei confronti delle autorità è un fattore: spesso in questi casi, se vi sono già episodi precedenti, si ha paura a confessarli per non perdere l'affidamento dei figli».

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