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SVIZZERATassi d'interesse positivi, ecco cosa cambia per le nostre vite

22.09.22 - 19:33
Le ripercussioni (dai conti correnti fino ai mutui e gli affitti) della decisione di stamattina della BNS.
20 Minuten
Tassi d'interesse positivi, ecco cosa cambia per le nostre vite
Le ripercussioni (dai conti correnti fino ai mutui e gli affitti) della decisione di stamattina della BNS.

ZURIGO - Una mossa sì attesa, ma che non ha mancato di generare un certo ottimismo sulla piazza finanziaria tanto elvetica quanto europea.

La decisione di questa mattina della BNS di sollevare il tasso guida al di sopra dello zero, si è già tradotta positivamente sulla Borsa svizzera così come sulle decisioni di importanti istituti di credito, come per esempio Postfinance

Ma come inciderà, concretamente, sulle vite degli svizzeri questa novità? Non per forza in maniera positiva, come ci racconta anche Edoardo Beretta, professore titolare della Facoltà di scienze economiche dell'USI: «Si tratta di una decisione che genera sì ottimismo sui mercati perché è figlia di una reazione da parte delle Banche centrali di affrontare l'inflazione, ma è anche una cosa che tocca da vicino le famiglie e le economie domestiche svizzere».

Già, perché, quando si parla di tassi d'interesse si parla anche di prestiti e ipoteche...

«Le famiglie svizzere hanno già un livello d'indebitamento molto alto», spiega Beretta, «questa novità potrebbe essere un problema per chi ha un'ipoteca a tasso variabile così come per le aziende e le loro linee di credito. Insomma, questo strumento per affrontare l'inflazione potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio».

Secondo diversi analisti, infatti, l'aumento dei mutui potrà portare a una stagnazione del settore immobiliare, con conseguente aumento degli affitti. Quello legato ai prestiti, invece, un rallentamento dell'economia elvetica.

Sono diverse le banche (UBS, WIR, Postfinance) che hanno colto l'occasione per confermare la loro intenzione di abbandonare i tassi d'interesse negativi. Il risparmio ritorna a essere interessante?

«È mia opinione che risparmiare abbia sempre il suo senso, bisogna vedere però se le banche restituiranno questo aumento ai risparmiatori oppure se non proveranno comunque a rosicchiare qua e là con la giustificazione ricorrente dei “costi bancari”», continua il professore.

Al momento, va detto, gli istituti bancari temporeggiano e preferiscono lasciarli a ridosso dello zero «valutando la situazione».

Ma dopo tutto questo, la spesa costerà davvero meno? Opinione diffusa fra gli analisti è che ancora troppo poco e bisognerebbe arrivare all'1-2% per vedere risultati...

«Qui è necessaria una premessa, questa inflazione è stata sì imprevista ma era prevedibile. Arriviamo da un lungo periodo di contrazione mondiale causata dalla pandemia, in cui l'economia ha sofferto per due anni e le cui ripercussioni erano attese e non potevano non esserci. A questo poi si è aggiunta la guerra, l'incertezza energetica e tutto il resto. Al di là dei dubbi, "raffreddare" l'economia alzando i tassi era l'unica soluzione possibile».

Impossibile non parlare del cambio euro-franco, oggi ai minimi storici, pensa che la mossa della BNS possa esacerbare lo stacco?

«Io credo di no, questo perché il rapporto franco-euro ha una dinamica tutta sua. Il franco è ancora visto come una moneta-rifugio, anche se forse un po' meno rispetto al passato. In questo senso è verosimile che il franco continuerà gradualmente ad apprezzarsi o a stabilizzarsi a livelli piuttosto alti. E questo è un problema per il nostro export. La soluzione? Puntare su insostituibilità e unicità dei nostri prodotti», conclude Beretta.

COMMENTI
 
Webster 1 sett fa su tio
Da noi si chiamano ipoteche e non mutui!. Non siamo in Italia ma in Svizzera
dan007 1 sett fa su tio
Intervenire sui tassi idiozia era meglio intervenire sul cambio siamo alla frutta anche con Il Franco forte il costo della vita e uguale eppure importiamo tutto e dovrebbe costare tutto 20/30% in meno
Elisa_S 1 sett fa su tio
E vero...C e speculazione anche qui...con un velo di ipocrisia...perché se da in lato quando il Franco diventa debole o le materie prime costano di più nessuno si fa scrupoli ad aumentare i prezzi ...ma se gli costano meno...non C e nessuna reazione. E chi guadagna meno e il consumatore...
Mattiatr 1 sett fa su tio
@dan007 va che i tassi della banca nazionale servono proprio a rinforzare o indebolire il franco. La banca centrale europea per immettere liquidità nel mercato compra titoli di debito sul mercato secondario, in sintesi immette nuova moneta sul mercato comprando dai privati il debito degli stati europei (tipicamente Italia ma anche altri). Fortunatamente la Svizzera è una nazione molto rigorosa fiscalmente, quindi abbiamo poco debito. Data questa situazione per far circolare maggior moneta la BNS (banca nazionale svizzera) utilizzava tassi negativi, in pratica le banche private richiedono prestiti e al posto di ridare 100 ridavano 99, ergo maggior circolazione di moneta, ergo svalutazione della stessa (+ franchi in giro - valore della moneta). L'inflazione è rappresentata dalla circolazione troppo elevata di moneta e il valore limite da noi è del 2%, la previsione per il futuro prossimo è del 3,5%. Quando c'è inflazione elevata la moneta si svaluta, quindi la banana importata finisce per costare un tot in più a fronte di stipendi tipicamente meno flessibili. È cosa buona tenere sotto controllo l'inflazione perché se sfuggisse dal controllo della BNS si creerebbe panico, cosa non molto positiva né per la popolazione, né per l'industria, l'agricoltura o altri settori economici. Pure la BCE e la FED stanno applicando politiche simili, il problema è che se gli stati continuano a indebitarsi gettano tutto il lavoro alle ortiche. L'inflazione era controllabile con un po' di rigore fiscale, l'UE ha fatto il next gen. found e gli USA sotto Biden hanno pure aumentato il debito, in pratica l'aumento dei tassi era evitabile, oggi è inevitabile. Questo per dire che per intervenire sul cambio sarebbe comunque necessario modificare i tassi d'interesse.
Princi 1 sett fa su tio
cosa cambia per noi ? noi chiiii
Elisa_S 1 sett fa su tio
E un grande paradosso...abbiamo potenzialmente problemi per l export perché ai clienti esteri costa di più...poi però visto dalla parte dei consumatori Svizzeri l import resta ancora in troppi casi a svantaggio di noi consumatori (si parla di prodotti che costano fino al 200 percento in più) :-)
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