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SVIZZERA
25.01.2022 - 18:300

Quando il Ceo va allo strip club: «Solo per motivi di lavoro»

L’ex amministratore delegato di Raiffeisen Pierin Vincenz giustifica le spese pazze addebitate alla banca.

E riguardo all'appuntamento Tinder pagato con la carta di credito aziendale: «La donna cercava lavoro. Era un colloquio».

ZURIGO - Truffa per mestiere, appropriazione indebita, falsità in documenti, amministrazione infedele e corruzione passiva. Sono queste le accuse di cui devono rispondere oggi, davanti alla corte del Tribunale distrettuale di Zurigo, l’ex Ceo di Raiffeisen Pierin Vincenz e Beat Stocker, suo ex consulente finanziario e ex capo della società di carte di credito Aduno (ora Viseca). I due sono stati arrestati a febbraio 2018 e hanno passato 106 giorni in detenzione preventiva. L’accusa ha chiesto sei anni di reclusione.

Rapporti d'affari allo strip club - Oltre alle imputazioni sopracitate, Vincenz avrebbe accollato a Raiffeisen più di 450’000 franchi di spese per visite in locali a luci rosse e viaggi privati. Il giudice gli ha dunque chiesto che scopo avessero i bagordi allo strip club. «Erano per motivi di lavoro», si è giustificato Vincenz, spiegando che lì venivano coltivate relazioni con uomini d’affari. L’ex Ceo ha anche affermato di essere sempre stato trasparente su queste serate e che il Presidente del Consiglio di Amministrazione ne è sempre stato al corrente, cosa che il giudice ha contraddetto.

Colloqui di lavoro via Tinder? - L’ex banchiere, che oltre che in canton Argovia ha residenza anche nei Grigioni e in Ticino, avrebbe inoltre utilizzato la carta di credito aziendale per pagare una cena da 700 franchi avuta con una donna conosciuta su Tinder. «La donna cercava lavoro, e ho messo alla prova le sue abilità mentre mangiava», ha ribattuto Vincenz. Tagliente il commento del giudice: «È normale che un amministratore delegato recluti personale ad un appuntamento di Tinder?»

Un giretto a Dubai - Per quanto concerne invece i numerosi viaggi all’estero effettuati da Vincenz, di cui uno a Dubai costato quasi centomila franchi, l’ex banchiere ha spiegato che «era un ringraziamento a due dipendenti che hanno fatto molto per la banca». E, riguardo alla presenza della sua attuale partner: «È stato un errore aver pagato per lei con la carta di credito dell’azienda». 

Sguardo al portafoglio - Vincenz e Stocker si sarebbero inoltre resi colpevoli di mischiare interessi personali e attività professionali. I due avrebbero infatti segretamente acquistato partecipazioni in società che sono state in seguito rilevate da Raiffeisen o da Aduno. Le società interessate dagli intrallazzi sarebbero state Commtrain, Eurokaution e GCL, tutte rilevate da Aduno, e Investnet, acquisita da Raiffeisen. Pierin Vincenz avrebbe così intascato illecitamente 9 milioni di franchi e Stocker 16 milioni: soldi che in caso di condanna dovranno restituire. 

Errori da «inesperto» - «In retrospettiva, non è stato corretto non dire al Consiglio di amministrazione della nostra partecipazione», ha detto Vincenz, interrogato sull’affare Commtrain. L’uomo ha però negato di aver agito in modo fraudolento: «All’epoca ero ancora inesperto». 

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