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ZURIGO / LUCERNA
18.09.2021 - 14:030
Aggiornamento : 19:25

«Una donna mi ha detto che in quanto gay devo morire»

A pochi giorni dal voto sul “Matrimonio per tutti”, gli attacchi contro la comunità LGBTIQ si sono quintuplicati.

Due vittime, una di Zurigo, l'altra di Lucerna, raccontano le loro esperienze.

ZURIGO / LUCERNA - «All'improvviso sono sobbalzata. Quest'uomo si è improvvisamente fermato vicino a me, ha fatto il prepotente e ha iniziato a insultarmi. Ero scioccata». L'incidente ha avuto luogo lunedì, a Zurigo, quando Lea stava distribuendo volantini a favore del matrimonio per tutti.

Una fatto simile, spiega, non le era mai accaduto in 10 anni di attivismo per le questioni queer, anche se come ex presidente dell'associazione "Zürich Pride Festival" alcune dichiarazioni omofobiche le aveva già sentite. «Ciò che quest'uomo ha vomitato nei mei confronti è stato spaventoso». Lo sconosciuto avrebbe inveito facendosi uscire di bocca cose come «lesbica schifosa» o «ti fo..o lesbica». Lea è preoccupata, tanto da aver segnalato l'incidente alla polizia.

La donna non è la sola a dover affrontare questa situazione, come sa bene Roman Heggli, Ceo di Pink Cross. Sembra infatti che i rapporti sui crimini d'odio siano quintuplicati nelle ultime settimane. Mentre normalmente vengono ricevute una o due segnalazioni a settimana, ora ci sono fino a due nuovi casi al giorno.

Come mai? «I contrari al matrimonio per tutti si stanno rendendo conto che l'accettazione delle persone queer nella popolazione è sempre più presente e l'iniziativa non sembra destinata a fallire. Si sentono minacciati e non sanno difendersi. Questo sentimento di frustrazione può facilmente trasformarsi in aggressione», spiega Heggli.

Secondo il capo di Pink Cross il livello di odio ha avuto un'impennata: all'inizio della campagna, i contrari hanno perlopiù strappato manifesti e bruciato bandiere arcobaleno. «Ora si vanno moltiplicando gli insulti estremi e le aggressioni fisiche. Questo perché siamo "troppo in vista", diamo "troppo nell'occhio"».

«Agli occhi di questa donna merito la morte» - Anche Matteo ha subito reazioni violente a causa del suo orientamento sessuale: «Sei gay? Dovresti essere bruciato o gassato!» Il 25enne è stato insultato con queste parole da una donna, mentre stava distribuendo volantini a favore del "matrimonio per tutti" nei pressi della stazione ferroviaria di Lucerna. «Io voto no perché Dio non lo vuole!», avrebbe proseguito l'indignata. «Cosa c'entra questo con Dio? Questa è uguaglianza», è stata la replica di Matteo, che per tutta risposta si è sentito dire che avrebbe «meritato di morire asfissiato dal gas». «Non ho mai visto un odio di tale portata - conclude l'impiegato in una compagnia d'assicurazione -. Agli occhi di questa donna merito la morte. Ciò mi ha fatto capire che in Svizzera abbiamo ancora molta strada da fare prima di poter parlare di parità».

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