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SVIZZERA
11.02.2021 - 09:560
Aggiornamento : 13:45

La variante del Covid si chiama automobile

Dai viaggi per vacanza, al tragitto casa-lavoro, ecco come la pandemia ha mutato la mobilità degli svizzeri

L'inchiesta cui ha partecipato il TCS mette in risalto anche una crescita meno forte del previsto dell'utilizzo della bicicletta. Nonché una diminuzione di appeal dei mezzi pubblici

LUGANO - Che il coronavirus abbia imbrigliato gli svizzeri, abbattuto il traffico aereo e ridotto i viaggi all’estero è cosa nota. Ma in che misura il Covid ha cambiato la mobilità nel Paese? La risposta la fornisce oggi il Touring Club Svizzero nell’ambito dell’inchiesta annuale della Federazione internazionale dell’automobile.

Spostamenti individuali - L’automobile, ciò che non farà la gioia degli ecologisti, è infatti la protagonista della pandemia. In particolare, il 46% di coloro che hanno risposto in Svizzera ha dichiarato di aver privilegiato nel 2020, la vettura per recarsi al posto di lavoro, contro il 44% nel 2019. Questo fenomeno si conferma in Europa con, rispettivamente, il 74% e il 69%. L’altra faccia della medaglia, sempre in Svizzera, riguarda l’uso dei trasporti pubblici diminuito in un anno dal 29% al 18% e dal 9% al 4% in Europa.

Lenta crescita - La mobilità lenta invece, scusate il bisticcio, è aumentata solo leggermente. Il 7% delle persone interrogate ha scelto nel 2020 di spostarsi in bicicletta, contro il 5,7% nel 2019. Stessa constatazione a livello europeo con, rispettivamente, il 4% e il 3%. Delle persone che hanno risposto, la proporzione che ha scelto di spostarsi a piedi nel 2020 è leggermente aumentata, salendo al 6,4%, contro il 5,5% nel 2019. In Europa, questa parte è salita nel 2020 al 7%, contro il 6% nel 2019. 

Le vacanze? In Svizzera - Un impatto però più marcato si riscontra nel turismo (interno). Delle persone interrogate in Svizzera, il 33% non è partito in vacanza nel 2020, contro il 16% nel 2019. Coloro che hanno scelto di spostarsi hanno cambiato radicalmente le loro abitudini: il 44% ha scelto nel 2020 di rimanere in Svizzera, contro solo il 25% nel 2019. Quasi il 23% ha deciso di viaggiare nei paesi limitrofi, contro circa il 35% nel 2019. Soltanto il 7%, sempre nel 2020, è partito per mete più lontane in Europa, contro il 26% nel 2019, mentre la parte di turisti che hanno deciso di viaggiare al di fuori del vecchio continente è scesa nel 2020 allo 0,6%, contro il 12% nel 2019. 

Anche qui l’auto - La vettura è stata il mezzo di trasporto più popolare, è stata preferita infatti da quasi il 46% delle persone interrogate in Svizzera sulle loro vacanze nel 2020, contro il 36% nel 2019. L’aereo ha registrato una diminuzione sostanziale: soltanto il 7% degli interrogati lo ha scelto nel 2020, contro il 32% nel 2019. A livello europeo, circa il 40% delle persone interpellate non sono partite in vacanza nel 2020, contro il 20% nel 2019. Tra coloro che sono partiti, l’84% ha scelto l’auto, contro il 66% nel 2019. Solo il 2% degli interrogati ha scelto nel 2020 di trascorrere le vacanze in un paese europeo non vicino o in un altro continente, contro il 18% nel 2019.

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