Aperti per Natale e Santo Stefano, poi si chiude di nuovo
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22.12.2020 - 11:460
Aggiornamento : 16:00

Aperti per Natale e Santo Stefano, poi si chiude di nuovo

Vaud, Vallese, Neuchâtel e Friburgo hanno deciso (volontariamente) di chiudere i ristoranti a partire da sabato sera.

E questo nonostante un tasso di riproduzione del virus sotto la soglia critica fissata dal Consiglio federale: «Vogliamo armonia, non incertezza»

Fonte 20minutes/Yannick Weber
elaborata da Giorgio Doninelli
Giornalista

LOSANNA - In un comunicato stampa congiunto, Vaud, Vallese, Neuchâtel e Friburgo hanno annunciato la decisione di chiudere i ristoranti a partire da sabato (26 dicembre) alle 23:00. «Al fine di armonizzare i sistemi cantonali, i governi rinunciano in questo modo di avvalersi delle possibilità di deroga autorizzate dalla legge federale per i locali pubblici», affermano.
 
A differenza del Canton Ginevra (ieri) e del Giura (venerdì), la chiusura dei ristoranti non sarebbe necessaria in questi quattro cantoni. Il tasso di riproduzione del virus è infatti sempre inferiore a 1, la soglia fissata dal Consiglio federale. La scorsa settimana il consigliere di Stato vallesano Christophe Darbellay aveva insistito sul fatto che il suo cantone avrebbe utilizzato l'esenzione il più a lungo possibile. Ma alla fine sono entrati in gioco diversi argomenti che hanno portato a una svolta.

Da un lato, il desiderio di unificazione a livello nazionale. D'altra parte, il nuovo ceppo mutante, che solleva preoccupazioni. «Questa misura tiene conto dell'evoluzione dell'epidemia (in particolare la stabilizzazione del numero di casi a un livello elevato o ancora la recente mutazione del virus) e l'impossibilità per alcuni cantoni della Svizzera occidentale di sfruttare le possibilità di deroga», affermano i quattro governi cantonali.

«Rinunciando a questa possibilità, il Consiglio di Stato è consapevole del prezzo altissimo pagato da questo ramo. Invita quindi ancora una volta tutti ad adottare un comportamento che consenta di riprendere il controllo dell'epidemia», sollecitano le autorità di Neuchâtel. Si tratta soprattutto di essere chiari e comprensibili per la popolazione e gli attori economici. «Le misure porranno fine al clima di incertezza derivante dalla concessione di deroghe. Durante le discussioni con le organizzazioni professionali è stata infatti sottolineata la necessità di stabilità», aggiungono.

Neuchâtel ha comunque deciso di continuare a beneficiare delle deroghe ai provvedimenti federali per quanto riguarda musei, biblioteche e negozi, in particolare per quanto riguarda le aperture domenicali e notturne previste per il 23 dicembre. Fitness, piscine e benessere rimarranno chiusi.

Commenti
 
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Volpino. 10 mesi fa su tio
Bien fait les Romands car il n’y a qu’une seule santé! Expliquez tout cela une fois pour toutes aux suisse allemands qui ont vraisemblablement de la peine a comprendre certaines choses.
adri57 10 mesi fa su tio
@Volpino. ...anche ai ticinesi che con cifre spaventose lasciano aperti gli impianti sciistici!
Volpino. 10 mesi fa su tio
@adri57 Onestamente a me sembra che è ormai da una vita che le decisioni importanti in questo posto dimenticato da Dio vengono prese al telefono anziché in GC.
mdonizetti@ 10 mesi fa su tio
Si chiudono Bar ristoranti ecc. ma si permette alle persone di andare in Italia dove la situazione è peggiore del cantone Ticino.
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