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SVIZZERA
04.10.2020 - 10:050

L'accordo quadro? «Dovesse fallire non sarebbe la fine del mondo»

Christian Levrat rivela una sorta di disincanto socialista nei confronti dell'Unione europea e chiede chiarezza.

Per il friburghese, che lascerà la carica a metà ottobre, il Consiglio federale dovrebbe esercitare una maggiore pressione su Bruxelles affinché le misure di accompagnamento vengano garantite.

BERNA - L'euforia pro Unione europea in seno al Partito socialista svizzero è in larga misura svanita. Lo afferma in un'intervista al domenicale svizzerotedesco "NZZ am Sonntag" il presidente dimissionario del PS Christian Levrat. Se l'accordo quadro con l'UE dovesse fallire, secondo il consigliere agli Stati friburghese «non sarebbe la fine del mondo».

Levrat, che a metà ottobre lascerà ufficialmente la presidenza del partito, chiede ora chiarezza: le trattative sull'accordo istituzionale dovrebbero essere rapidamente concluse o sospese. Il Consiglio federale dovrebbe recarsi a Bruxelles ed esercitare una maggiore pressione sull'UE, affinché le misure di accompagnamento vengano garantite «senza se e senza ma».

A suo avviso, se l'Unione europea non dovesse sostenere l'accordo o i negoziati dovessero fallire, ciò non sarebbe ottimale ma «neppure un dramma». Occorre semplicemente sviluppare accordi bilaterali, laddove vi siano interessi reciproci, secondo Levrat.

Il PS sostiene in linea di massima un accordo quadro con l'Ue. Ma passi avanti si farebbero soltanto se la Svizzera ottenesse maggiori garanzie sulla protezione dei salari, il servizio pubblico e la direttiva sulla cittadinanza europea.

Il PS è considerato un «partito pro europeo» e nei suoi statuti difende un'integrazione della Svizzera nell'UE. Ma attualmente non esistono le condizioni per ulteriori tentativi di avvicinamento con l'Unione europea, afferma Levrat. In ambito sociale Bruxelles è solo leggermente più progressista della Svizzera. L'UE sta facendo progressi in ambito della politica finanziaria e fiscale, ma ha problemi in ambito migratorio, della coesione e in taluni Paesi membri in quello dello Stato di diritto. Finché l'Unione non farà maggiori progressi sociali ed ecologici, non è il momento di fare ulteriori passi.

Levrat non è il solo politico a esprimersi oggi sull'accordo quadro con Bruxelles. In un'intervista al SonntagsBlick il direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, Hans-Ulrich Bigler, afferma che l'accordo istituzionale è necessario, ma il testo attuale non è in grado di riunire una maggioranza. A suo avviso, le pressioni esercitate dalla Commissione europea e dalla sua presidente Ursula non devono essere sottostimate. Dal canto suo, l'ex consigliere federale UDC Christoph Blocher ha assicurato a Le Matin Dimanche che si batterà contro quello che definisce un accordo «molto pericoloso» per la Svizzera.

Commenti
 
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Lore62 1 anno fa su tio
... Il Consiglio federale dovrebbe esercitare una maggiore pressione su Bruxelles affinché le misure di accompagnamento vengano garantite.... La barzelletta migliore dell'anno 2020...XD
MIM 1 anno fa su tio
Tutti sanno (anche il PS deve forzatamente ammetterlo) che una votazione in tal senso verrebbe bocciata senza se e senza ma, ed ecco che anche il PS sale sul carro dei NO. Ma le motivazioni fanno acqua da tutte le parti, dopo le giustificazioni per il no dell'iniziativa del 27 settembre. Il PS è come uno scorpione, davanti è una cosa, ma dietro ha il pungiglione avvelenato che non si farà problemi a utilizzarlo al momento che riterrà opportuno.
Meiroslnaschebiancarlengua 1 anno fa su tio
Su UDC e PS si schierano contro, la maggioranza è trovata. PLR, PDC e le varie sfumature di verde saranno solo il contorno nel braccio di ferro con l'UE. Però chi va a dirlo ai socialisti che sono i nostri democentristi preferiti.
vulpus 1 anno fa su tio
Doppia piroetta carpiata all'indietro dei cari socialisti. Favorevoli sempre a tutto quello che arriva da Bruxelles, ora riguadagnarsi voti balzano d'un colpo a destra, a cercare di rubare il loro palcoscenico.
fakocer 1 anno fa su tio
Citare la fine del mondo o non la fine è un'esibizionismo da baraccone delle giostre. Semmai si potrebbe argomentare la fine della Svizzera se a suo tempo avessero avuto poteri esecutivi tipetti come Recordon o Michelle (oop... stavo per tasteggiare Hunzicker) Calmy-Rey o oggidì l'Italoelvetico Cassis....
SosPettOso 1 anno fa su tio
Embè, erano contrari all'Iniziativa UDC sulla libera circolazione perché poi UDC e industriali avrebbero attaccato i CCL ed i salari ed ora accetterebbero l'accordo quadro che in pratica smantella ogni protezione?...
Lore62 1 anno fa su tio
@SosPettOso Beh... In effetti era questo i loro proposito, altrimenti non avrebbero via libera all'incremento senza limiti della "schiavitù moderna", come sta già avvenendo dal 2000... ;-)
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