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CANTONE/SVIZZERA
20.06.2020 - 08:230
Aggiornamento : 12:11

Se con le banane arriva anche la cocaina

In diverse scatole destinate a filiali Coop anche ticinesi sono stati trovati circa 140 chili di sostanza stupefacente

Si tratta di merce del valore di diversi milioni di franchi. Non si tratta di un caso isolato

ZURIGO/BELLINZONA - Era nascosta nelle scatole delle banane destinate a diverse filiali Coop elvetiche, anche ticinesi. Si tratta di circa 140 chilogrammi di cocaina, che la scorsa settimana sono stati sequestrati dalle autorità federali. «Si tratta di carichi originari del Sudamerica che arrivavano dai Paesi Bassi» spiega il Ministero Pubblico della Confederazione, contattato da 20 Minuten. Sul caso è stata avviata un'indagine.

Cinquanta chilogrammi si trovavano in un carico consegnato a una filiale Coop di Haag, nel Canton San Gallo. Ma - lo confermano ancora le autorità federali - la sostanza stupefacente è stata trovata anche in Ticino, e nei cantoni Glarona e Grigioni. Secondo informazioni interne, in diversi negozi al personale è stato chiesto di verificare il contenuto delle scatole di banane.

La cocaina non si trovava all'interno del frutto stesso, ma era confezionata separatamente e quindi nascosta tra i frutti. E nelle scatole sono anche stati trovati dei dispositivi per la localizzazione GPS della merce.

Le autorità federali non forniscono ulteriori informazioni. E nemmeno Coop commenta il ritrovamento della sostanza stupefacente, a causa dell'inchiesta in corso. Ma il valore della cocaina sequestrata sarebbe comunque di diversi milioni di franchi.

Non è un episodio isolato - Le banane che si trovano sugli scaffali Coop arrivano via mare dal Sudamerica, per esempio da Ecuador, Colombia o Repubblica Dominicana. In Europa la merce viene scaricata nei porti di Amburgo, Rotterdam o Anversa. E da lì viene quindi portata in Svizzera, dove viene stipata in degli impianti di maturazione. Nel 2011 in un impianto bernese erano stati trovati 70 chilogrammi di cocaina: allora si era ipotizzato che il destinatario della droga non avesse ritirato il carico al porto di Anversa. In seguito altri 30 chili erano stati trovati in Turgovia e nei Grigioni.

 

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