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SVIZZERA

Il paradosso del denaro contante: si lotta per la sua sopravvivenza, ma lo si usa sempre meno

L’8 marzo si vota sul futuro del contante, tra attaccamento simbolico e pagamenti sempre più digitali.
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Fonte Tages-Anzeiger
Il paradosso del denaro contante: si lotta per la sua sopravvivenza, ma lo si usa sempre meno
L’8 marzo si vota sul futuro del contante, tra attaccamento simbolico e pagamenti sempre più digitali.

ZURIGO - L’8 marzo gli elettori svizzeri saranno chiamati a esprimersi sul futuro del contante, in un contesto che rivela un apparente paradosso: la popolazione difende banconote e monete a parole, ma nei fatti lo si usa sempre meno. I sondaggi mostrano un attaccamento ancora forte al denaro fisico, mentre le abitudini quotidiane raccontano un Paese sempre più digitale nei pagamenti.

Qualche spicciolo c'è sempre in tasca - Secondo un'indagine dello Swiss Payment Monitor, realizzato da ZHAW e Università di San Gallo, oltre sette persone su dieci si oppongono a un’eventuale abolizione del contante. Una quota addirittura più ampia tiene regolarmente banconote e monete nel portafoglio, con una media vicina a cento franchi. Il contante resta percepito come pratico per piccole spese: distributori automatici, chioschi, panetterie, bar o take-away.

Eppure - si legge questa mattina sul Tages-Anzeiger - se si guarda alle transazioni effettive, lo scenario è cambiato radicalmente in pochi anni. Fino a tempi relativamente recenti quasi la metà dei pagamenti avveniva in contanti; oggi la quota è scesa sotto il 25 per cento. A trainare la trasformazione sono soprattutto i pagamenti mobili, ormai più diffusi del contante e in costante crescita. Oltre il 30 per cento delle operazioni viene effettuato tramite smartphone o altri dispositivi mobili.

Il suo uso è in calo: l'accelerazione decisiva si è verificata durante la pandemia - Tra il 2020 e il 2021, per ragioni igieniche e per le restrizioni in alcuni esercizi, molte persone hanno ridotto l’uso di banconote e monete, passando a carte e app. Quell’abitudine, nata in un contesto d’emergenza, è rimasta. Oggi una parte consistente della popolazione considera il pagamento digitale il metodo più semplice e veloce, una volta installate e configurate le applicazioni.

Se si considera il volume di denaro mosso, il peso del contante appare ancora più ridotto: incide solo per una quota minoritaria del fatturato complessivo, superato da carte di debito, carte di credito e pagamenti mobili. Il denaro fisico domina soprattutto negli importi piccoli; per spese più consistenti prevalgono soluzioni elettroniche o fatture. Parcheggi, trasporti pubblici, acquisti nei negozi e trasferimenti di somme: le app vengono ormai usate per quasi tutto.

Insomma, chi paga quasi esclusivamente in modo mobile rappresenta già una fetta significativa della popolazione, mentre i cosiddetti “fedelissimi del contante”, che effettuano la grande maggioranza delle spese con banconote e monete, sono ormai una minoranza.

Meno contante in circolo, meno sportelli - Questo calo d’uso, secondo la Banca nazionale svizzera, innesca un meccanismo problematico. Meno contante circola, meno è conveniente per banche e posta mantenere filiali, sportelli e bancomat. Ma se diventa più difficile prelevare, l’utilizzo diminuisce ulteriormente: un circolo vizioso che rischia di ridurre progressivamente la presenza del contante nella vita quotidiana.

Garantire sempre una disponibilità - L’iniziativa in votazione punta a interrompere questa dinamica, chiedendo alla Confederazione di garantire un’adeguata disponibilità di monete e banconote. I promotori sottolineano diversi vantaggi: funzionamento anche in caso di crisi o guasti tecnici, maggiore tutela della sfera privata, controllo della spesa e inclusione delle persone meno avvezze al digitale, in particolare gli anziani.

Anche il controprogetto proposto da Berna, che vuole ancorare il principio della disponibilità del contante nella Costituzione, raccoglie ampi consensi. In ogni caso, al di là dell’esito formale della votazione, un punto appare chiaro: il destino del contante dipenderà soprattutto dal comportamento concreto della popolazione. Se i cittadini desiderano conservarlo come opzione reale, dovranno continuare a usarlo. Una scomparsa totale nel breve periodo è ritenuta improbabile, ma il suo ruolo futuro si giocherà sempre più nelle scelte quotidiane, non solo nelle urne.

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