FRIBURGO / GINEVRA
26.02.2019 - 22:010

Samantha, a un anno dalla morte emergono gli abusi sessuali

Il corpo della 19enne era stato rinvenuto in una zona paludosa nelle vicinanze del lago di Neuchâtel. Ma 9 anni fa lei aveva denunciato il nonno per violenza sessuale

CHEYRES - Samantha è morta più di un anno fa. Il suo corpo era stato rinvenuto il 17 gennaio 2018 in una zona paludosa nelle vicinanze del lago di Neuchâtel. Era completamente legata, senza alcuna possibilità di muoversi. La sua scomparsa era stata denunciata il 22 novembre dell’anno precedente. Per il suo omicidio era stato arrestato un 21enne, amico d’infanzia, che qualche giorno dopo aveva confessato.

A distanza di 13 mesi, però, emergono nuovi dettagli inquietanti sulla vita della 19enne, che è stata violentemente interrotta troppo presto. Secondo la Tribune de Genève, infatti, il nonno della ragazza sarebbe stato convocato recentemente dal Tribunale di Lecce, dove vive. L’uomo è sospettato di avere abusato di Samantha una decina di anni fa, sia in Svizzera che in Italia.

Ma l’ultraottantenne non si è presentato davanti al magistrato. Il suo avvocato ha infatti presentato un certificato medico. «Soffre di demenza senile - ha scritto -. Non è in grado di discernere. A volte neppure mi riconosce».

Ma l’inchiesta sui presunti abusi da parte del nonno alla nipote pare fosse iniziata già nove anni fa a Ginevra. E le autorità italiane ne erano state informate.

La madre e la nonna di Samantha si sono ora costituite parte lesa, affinché possano ricevere informazioni sul proseguimento dell’inchiesta. Era stata la ragazza a denunciare l’uomo e, dopo la sua morte, l’interruzione del procedimento significherebbe un'altra ingiustizia.

«La vita non è stata gentile con mia nipote», ha detto la nonna. Lei è ancora amareggiata per come sono state a suo tempo condotte le ricerche di Samantha: «Quando è scomparsa, ho detto ai poliziotti che dovevano cercarla a Cheyres. Ma mi hanno risposto che essendo maggiorenne avrebbe potuto essersi allontanata volontariamente».

Il rammarico della donna è che il corpo di sua nipote avrebbe potuto essere ritrovato prima. A causa dello stato di decomposizione, infatti, persistono tuttora delle zone d’ombra sull’omicidio della 19enne. «Se avessero scoperto prima il corpo, avremmo potuto saperne di più», conclude la donna.

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