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keystone-sda.ch (MATTEO BAZZI)
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SORPASSO A QUATTRO RUOTE
22.09.2021 - 12:000
Aggiornamento : 20:44

Ferrari, 37 gare (di fila) senza vittorie: la Rossa deve invertire il trend

Il prossimo 26 settembre avrà luogo il GP di Russia, 15esimo appuntamento stagionale di Formula 1.

A sette (o forse otto) gare dal termine guida la classifica generale Verstappen (226,5 punti), davanti a Hamilton (221,5).

SOCHI - L’Italia di Mancini ha appena stabilito un nuovo record mondiale, quello dei 36 risultati utili consecutivi. La Ferrari di Binotto lo ha già battuto arrivando a 37 Gran premi senza vittorie. Il Cavallino ora ha 21 gare di tempo per evitare di migliorare uno dei pochi primati della Casa di cui è meglio non andare orgogliosi: 58 gare senza successi, una parentesi durata dal Gran premio di Spagna del 1990 - conquistato da Alain Prost - al Gran premio di Germania del 1994, vinto da Gerhard Berger, che aveva già interrotto un digiuno di 37 gare tra il Gran premio di Germania del 1985 (vinto da Michele Alboreto) e quello del Giappone di due anni dopo.

Quest’anno la Ferrari ha avuto la sua grande occasione a Montecarlo. Se Leclerc non fosse andato a muro dopo aver ottenuto la pole e fosse riuscito a partire, molto probabilmente il digiuno sarebbe già finito. Senza Singapore, altra pista favorevole alla Ferrari, in calendario è difficile poter prevedere una resurrezione Rossa prima della prossima stagione, sempre che il nuovo motore in arrivo non permetta un vero miracolo.

I tifosi della Rossa quest’anno devono accontentarsi. Il regolamento non consentiva rivoluzioni e il punto di partenza era davvero troppo indietro per poter sognare. L’obbiettivo resta quello del terzo posto nel campionato Costruttori che non sarà comunque facile da raggiungere. Dopo la vittoria di Ricciardo a Monza, la McLaren è tornata davanti e ora ha 13,5 punti di vantaggio con 7 (o forse 8) gare da disputare. Già in Russia la McLaren non dovrebbe avere il vantaggio che aveva sulla pista di casa della Ferrari. Quello che però c'è da pensare sulla monoposto di Maranello è un altro fatto. In questi anni di dominio Mercedes, con la Red Bull che si è presa la scena ogni volta, la Ferrari non è mai riuscita a vincere nemmeno quelle poche volte in cui i due top team non sono saliti sul gradino più alto del podio. La scorsa stagione ci riuscirono Alpha Tauri e Racing Point (oggi Aston Martin), quest’anno è toccato ad Alpine e McLaren che, per inciso, ha interrotto un digiuno molto più lungo di quello ferrarista (non vinceva dal Brasile 2012). La Ferrari non è insomma riuscita ad approfittarne.

Mattia Binotto reputa comunque sufficiente la prima parte del campionato ferrarista ed è giusto se si pensa da dove partiva la scuderia lo scorso anno. È sbagliato se si pensa alla storia del team, poiché non è in grado di mettere cavalli nel motore. Al massimo garantisce più denari nei contratti. Intanto a Maranello ha fatto il suo debutto il nuovo amministratore delegato Benedetto Vigna. E’ molto improbabile che voglia intervenire su un argomento così particolare come la Formula 1, ma non ci sono dubbi: se l’anno prossimo la Ferrari non risorgerà, allora scatterà una nuova rivoluzione rossa.

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keystone-sda.ch (Rodrigo Jimenez)
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