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CICLISMO
04.04.2022 - 19:120
Aggiornamento : 05.04.2022 - 09:15

«Notti complicate e momenti davvero duri, ma il peggio è passato»

Egan Bernal torna a parlare dopo il grave incidente: «La mia vita è cambiata. Grazie per le vostre energie positive».

In gennaio il campione colombiano aveva impattato con un bus a 65 km/h mentre si stava allenando con la bici da cronometro: «A mia madre dicevo che saremmo andati avanti, non volevo vederla piangere».

BOGOTÀ - A poco più di due mesi dal terribile incidente in cui ha rischiato seriamente la vita e che ha stravolto la sua carriera, Egan Bernal ha incontrato per la prima volta i media nella sua Bogotà. Il campione colombiano, vincitore del Giro d’Italia 2021 e Tour de France 2019, sta recuperando un passo alla volta, nella speranza di tornare competitivo e poter correre entro la fine dell’anno. 

«Dai letti della terapia intensiva chiaramente ho pensato anche al ritiro: non avevo certezze sulle possibilità di recupero - ha esordito il 25enne della Ineos Grenadiers - C'era la possibilità che non sarei più stato un ciclista professionista, ma non era qualcosa che mi teneva sveglio tutta la notte. In quei momenti pensavo solo di essere vivo, di poter ricominciare a muovere le gambe e riprendere a camminare. Voglio davvero ringraziare tutte le persone che mi hanno scritto e inviato energie positive, sono davvero servite». 

Nell’incidente il corridore si è rotto una ventina di ossa e, secondo i medici, inizialmente c’era il 95% di possibilità che restasse paraplegico. «Ci sono stati momenti davvero complicati. Ho stretto i denti e cercato di dare l'esempio a mio fratello e far sentire mia madre orgogliosa. Non volevo vederla piangere, le ho detto che saremmo andati avanti. Quando mi sono svegliato dal primo intervento mi hanno chiesto se sentivo le gambe, se potevo muoverle. Potevo muovere le braccia. Lì allora ho pensato e capito che era qualcosa di grave».

Il recupero invece è stato quasi miracoloso, tanto che Bernal - che per camminare si aiuta ancora anche con un bastone - in questi giorni è tornato in sella per una prima leggera sgambata. «La parte più dura è ora alle spalle, sono stati i mesi più difficili. Un mese fa non sopportavo il dolore: le notti sono state difficilissime. Ora invece posso andare in bicicletta e condurre una vita quasi normale. Futuro? Sogno di tornare a correre entro fine anno, ma non posso fissare i tempi di recupero. Devo ascoltare il mio corpo. Anche se ci dovesse volere un anno intero sarebbe la parte più facile, perché ora posso andare in bici e il team mi supporta».

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