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Marco Noi

Un fondo d’investimento per clima ed economia

Marco Noi, Gran consigliere e coordinatore - Verdi del Ticino
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Fonte Marco Noi
Un fondo d’investimento per clima ed economia
Marco Noi, Gran consigliere e coordinatore - Verdi del Ticino

BELLINZONA - Sta ormai terminando il voto anche sulla creazione di un fondo con il quale si vogliono finanziare le politiche climatiche per produrre energia rinnovabile, per efficientare energeticamente ogni tipo di infrastruttura sul nostro territorio e per ogni tipo di adattamento alle conseguenze della crisi climatica. Gli oppositori affermano che tale fondo non sarebbe necessario perché la Svizzera già spende 2,5 miliardi di franchi per la protezione del clima e perché, se esso venisse alimentato con 4-8 miliardi di franchi all’anno, come chiede l’iniziativa, risulterebbe troppo costoso.

Sbaragliamo il campo da ogni fraintendimento. I soldi che attualmente vengono spesi non sono assolutamente sufficienti per raggiungere gli obiettivi che ci siamo imposti nella realizzazione della transizione energetica ed ecologica. La dimostrazione l’abbiamo ogni volta che i parlamenti cantonali e federale si ritrovano a votare crediti per realizzare tale transizione. Infatti, proprio perché non vi è un fondo a garanzia della copertura finanziaria per gli interventi necessari, i parlamenti federale e cantonali si ritrovano costantemente a dover tagliare tali crediti oppure addirittura a bocciarli (in Ticino ciò avviene quasi sistematicamente), con la scusa che mancano i soldi. Questo dimostra chiaramente che i 2,5 miliardi non sono sufficienti.

Al contempo, sbaragliamo il campo anche da tutti quei timori di cataclismi finanziari che gli oppositori paventano. I soldi per alimentare il fondo non dobbiamo sottrarli a nessun altro compito dello Stato e tantomeno, dobbiamo svenarci con insostenibili debiti. I soldi per alimentare il fondo noi già li paghiamo, disperdendoli però all’estero. Per il proprio approvvigionamento energetico, la Svizzera paga infatti ai produttori di gas e petrolio esteri la bellezza di 8-13 miliardi di franchi, a dipendenza dei prezzi di mercato, come ben stiamo vedendo in questi tempi. È allora evidente che se noi investiamo denaro per incrementare la capacità produttiva di energia rinnovabile nel nostro paese e per rendere energeticamente più efficiente le nostre infrastrutture (trasporti, abitazioni e sistemi di produzione), automaticamente dovremo acquistare meno energia fossile dall’estero, con il vantaggio che i maggiori investimenti sul nostro territorio, oltre che creare posti di lavoro ad alto valore aggiunto, si traducono anche in maggiori introiti fiscali. Tutto ciò va sostanzialmente ad autofinanziare il fondo, con un semplice riallocamento nel nostro paese di soldi che spendiamo ora all’estero.

È incredibile che i partiti di centro destra, tradizionalmente molto vicini all’economia, non vedano in questo fondo, un prezioso booster per l’economia nazionale. Piuttosto che servirsi di un fondo d’investimento statale, questi partiti – i quali si sciacquano poi la bocca di patriottismo (!) – preferiscono nutrire con fior fiore di miliardi all’anno fondi d’investimento stranieri per energie nocive, piuttosto che investire questi miliardi in un fondo d’investimento nazionale per sviluppare una nostra economia ecologica.

Vi è da sperare che popolazione svizzera e popolazione ticinese, sia sufficientemente chiaroveggente da riappropriarsi dei loro soldi, approvando l’istituzione di questo fondo.

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