Esportare armi svizzere verso paesi in guerra è contro la neutralità e un regalo a UE e NATO!

Partito Comunista. Massimiliano Ay, segretario politico
La revisione decisa del parlamento svizzero è grave e costituisce un pesante attacco alla neutralità della Confederazione. Si tratta di una revisione legislativa orientata a liberalizzare la riesportazione di armi prodotte dal nostro Paese e quindi di farle entrare in contesti di guerra. Il parlamento svizzero ancora una volta si è piegato ai diktat non solo della lobby dei fabbricanti di armi, ma soprattutto dell’UE e della NATO e della loro politica orientata a una folle corsa al riarmo principalmente ai danni della Russia e delle nazioni emergenti.
Con questa revisione della Legge federale sul materiale bellico si autorizza l'esportazione di armi praticamente senza restrizioni verso 25 paesi definiti “sicuri”, anche nel caso in cui questi siano impegnati in guerre, e senza la clausola di non riesportazione. Saltano così, insomma, quelle minime garanzie che un paese neutrale come il nostro dovrebbe garantire sul piano militare, anche perché questi paesi, fra cui c'è anche il regime genocida di Israele, sono quasi tutti membri della NATO (un’alleanza militare che di difensivo ha solo l’apparenza).
Fra i responsabili "ideologici" di questa revisione c’è purtroppo anche parte della socialdemocrazia svizzera che, presa da furia russofoba, ha perorato nel 2022 l’esportazione di armi al regime golpista ucraino, facendo così il gioco della destra borghese e militarista che oggi ne approfitta. Addirittura il PSS si lamenta oggi pubblicamente proprio perché la nuova legge non autorizzerebbe comunque il trasferimento di armi all'Ucraina: se ciò fosse stato possibile avremmo avuto forse la socialdemocrazia alleata alla grande industria bellica?
Il Partito Comunista resta invece coerente e continua a impegnarsi per la neutralità integrale, contro la corsa al riarmo e la riesportazione di materiale bellico a paesi in guerra: in quest’ottica ci uniamo al referendum e raccoglieremo le firme contro questa revisione legislativa.



