Imposizione individuale: equità promessa, disuguaglianze garantite

Luca Pagani, ex granconsigliere per il Centro e Antonio Marinovic, coordinatore Giovani del Centro di Balerna
L’8 marzo voteremo sull’imposizione individuale, proposta per eliminare la penalizzazione fiscale del matrimonio; una riforma che promette equità ma che rischia di produrre nuove disuguaglianze.
Con la tassazione individuale, la pressione fiscale dipenderebbe dalla ripartizione del reddito nella coppia e non dalla reale capacità economica. Ecco di seguito un esempio: due coppie con 120’000 franchi annui verrebbero tassate in modo radicalmente diverso. Se nella coppia entrambi i coniugi guadagnano 60’000 franchi, l’imposta federale diretta può ammontare a circa 60 franchi; se invece il reddito è percepito da una sola persona, l’imposta sale a circa 2’710 franchi. Fino a 45 volte in più a parità di reddito!
La riforma penalizzerebbe quindi le coppie monoreddito, i concubini e soprattutto le famiglie monoparentali, già tra i gruppi più esposti al rischio di povertà. Colpire chi vive con un solo reddito significa mettere sotto pressione proprio le fasce più vulnerabili.
Ridurre il dibattito a uno scontro ideologico sui modelli familiari è fuorviante. Nessuno contesta la maggiore partecipazione femminile al lavoro. Il punto è scegliere strumenti efficaci. Non a caso, molti cantoni, in 21 su 26, si oppongono alla riforma e propongono alternative mirate. La presidente del Consiglio di Stato sciaffusano Cornelia Stamm Hurter, ad esempio, suggerisce deduzioni più elevate per il secondo reddito (conseguito infatti nella maggior parte dei casi da donne) e incentivi concreti alla custodia dei figli.
A ciò si aggiungono i costi amministrativi: circa 1,7 milioni di dichiarazioni fiscali in più, con centinaia di nuovi funzionari pari ad una nuova massa salariale stimata in 200 milioni di franchi annui, tutti da pagare dai contribuenti. Quando gli iniziativisti affermano che i costi possono essere superati dalla digitalizzazione non offrono soluzioni concrete. Di fatto, la digitalizzazione dell’amministrazione pubblica, in Svizzera, rispetto ad altri paesi, va a passo molto più lento, e dunque non si tratta di una soluzione realistica per il medio-corto termine.
La penalizzazione del matrimonio può essere risolta con strumenti più semplici e meno costosi, dallo splitting al calcolo alternativo dell’imposta, già adottati da diversi cantoni da decenni.
Per questi motivi, invitiamo a respingere l’imposizione individuale e a sostenere soluzioni più eque, sostenibili e rispettose delle scelte delle famiglie e dei gruppi sociali più fragili.



