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18.03.2020 - 10:570

«Noi fioristi, penalizzati dai grandi magazzini»

di Loredana Tucci, membro del Comitato dell’Associazione Fioristi Svizzera Italiana

Con il susseguirsi degli eventi legati al Coronavirus il Consiglio Federale ha inasprito ulteriormente i provvedimenti (aggiornamento del 16 Marzo), per la tutela della salute della popolazione ai sensi della legge sulle epidemie protraendole fino al 19 Aprile.

Già in data 14 Marzo, il Consiglio di Stato Ticinese aveva decretato misure piu’incisive per evitare e limitare i contatti tra le persone, adottando come prima misura la chiusura di tutti gli esercizi, tranne generi alimentari, beni di prima necessità e farmacie.

Ma quando parliamo di generi alimentari e di prima necessità, probabilmente qualcuno ha fatto il furbo.

Infatti, nel nostro settore commerciale (vendita piante e fiori) tutti hanno rispettato il decreto, mentre la grande distribuzione ha ben pensato che fiori e piante non dovessero essere eliminati dai punti vendita.

Questa situazione noi, come comitato dell’Associazione di settore in Ticino, abbiamo voluto farla presente in quanto il comportamento negligente e soprattutto irrispettoso sia nei confronti del Consiglio di Stato che ha decretato alla lettera quello che si poteva vendere e non vendere, sia nei confronti di tutti, ma dico proprio tutti i fioristi (si è verificato anche in Svizzera interna) sembra ormai aver fatto traboccare il vaso.

Le politiche di mercato alquanto sleali e discutibili dei “giganti", già da tempo stanno creando non pochi problemi a chi svolge il lavoro di Fiorista con passione e professionalità, ma soprattutto hanno fatto si che molti giovani non si avvicinano piu’ a questo tipo di professione per motivi economici:ci sono i timori di non riuscire a sovrastare questi venditori che con i loro lanci pubblicitari (con prezzi a dir poco assurdi) fanno in modo che la domanda si sposti nella loro direzione.

Noi siamo degli specialisti del settore sicuramente, abbiamo esperienza professionale e soprattutto formazione, ma per sostenere un attività di commercio al dettaglio, dove abbiamo delle spese fisse in bilancio, dobbiamo avere dalla nostra parte anche quella domanda che spesso perdiamo a causa dei comportamenti abusivi delle imprese in posizione dominante.

Come membro del Comitato della sezione Ticino, ho espresso la mia intenzione al Presidente dell’Associazione e agli altri membri di perseguire un'azione al fine di rimodulare e stabilire dei limiti nella concorrenza per un’economia di mercato del settore corretta e controllata, ricorrendo a breve al sostegno della COMCO.

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