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Premio del cinema svizzero 2026: le nomination

Sette nomination ciascuno per "À bras-le-corps" e "Bagger Drama".
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Fonte ats
Premio del cinema svizzero 2026: le nomination
Sette nomination ciascuno per "À bras-le-corps" e "Bagger Drama".

SOLETTA - "À bras-le-corps" di Marie-Elsa Sgualdo e "Bagger Drama" di Piet Baumgartner sono in testa alle nomination per il Premio del cinema svizzero Quartz, con sette candidature ciascuno. Seguono con tre nomine tre film a pari merito.

Il lungometraggio "À bras-le-corps" della regista di La Chaux-de-Fonds (NE) Marie-Elsa Sgualdo è stato nominato nelle categorie "Miglior film di finzione", "Migliore sceneggiatura", "Migliore interpretazione da non protagonista" per Cyril Metzger che interpreta Louis, "Migliore musica da film" (Nicolas Rabaeus), "Migliore fotografia" (Benoît Dervaux), "Miglior montaggio" (Karine Sudan) e "Miglior sonoro" (Xavier Lavorel, Franco Piscopo, Henry Sims).

Sette nomine a pari merito - Questa coproduzione Svizzera-Belgio-Francia, presentata in prima mondiale alla Mostra di Venezia, racconta la storia della 15enne Emma che scopre di essere incinta dopo essere stata stuprata. La giovane, nonostante la situazione difficile, saprà trasformare questo trauma in motore di emancipazione.

La pellicola, ambientata nella Svizzera rurale e repressiva della Seconda Guerra mondiale, è prodotta dalla losannese Box Productions, di cui fa parte anche la produttrice ticinese Elena Tatti.

"Bagger Drama", del regista bernese Piet Baumgartner, è pure esso nominato in sette categorie: "Miglior film di finzione", "Migliore sceneggiatura", "Migliore interprete femminile" per Bettina Stucky nei panni di Conny, due volte in "Migliore interprete maschile" per Vincent Furrer (Daniel) e per Phil Hayes (Paul), "Miglior montaggio" (Tania Stöcklin) e "Miglior sonoro" (Peter von Siebenthal, Nadja Gubser, Jan Gubser).

Il primo lungometraggio di Baumgartner si è già aggiudicato il premio della regia al Festival internazionale del cinema di San Sebastián a settembre 2024. Si tratta di una fiction autobiografica che parla di una famiglia che, dopo aver perso la figlia in un incidente, ha difficoltà a parlare di sentimenti, amore e intimità.

Tre nomine per tre film - Possono ambire ad un Quartz in tre categorie anche "L'ultimo turno" ("Heldin") di Petra Volpe, "La cache" di Lionel Baier e "Sie glauben an Engel, Herr Drowak?" di Nicolas Steiner. Tutti e tre figurano tra i candidati al miglior film di finzione e sono nominati in diverse categorie tecniche o d'interpretazione. "L'ultimo turno", un omaggio al personale curante degli ospedali svizzeri, può ambire anche al premio per la miglior sceneggiatura.

Con due nomination, "Ciao Betty", del regista friburghese Pierre Monnard, è in lizza nelle categorie d'interpretazione femminile e maschile. Sarah Spale vi interpreta la pubblicitaria Emmi Creola, creatrice del personaggio di Betty Bossi, mentre Martin Vischer veste i panni di suo marito sullo schermo.

Anch'esso candidato in due categorie, "I Love You, I Leave You" di Moris Freiburghaus è in lizza per il miglior documentario e la migliore colonna sonora, scritta dal migliore amico del regista, nonché protagonista Dino Brandão.

L'attrice svizzerotedesca Esther Gemsch è nominata per il suo ruolo secondario in "Le assaggiatrici" del regista italiano di origine ticinese Silvio Soldini, dove interpreta Herta.

Le altre opere selezionate - documentari, cortometraggi, film d'animazione o film di diploma - hanno ottenuto una candidatura ciascuna, a testimonianza della diversità della produzione cinematografica svizzera dell'anno.

Corti e documentari - Per quanto riguarda i documentari, è in lizza anche "Qui vit encore" del regista ginevrino Nicolas Wadimoff. Presentato alla Mostra del cinema di Venezia, questo film, che dà voce a nove sopravvissuti a Gaza, ha ricevuto il Premio Cinema & Arts. Ambisce al Quartz al miglior documentario anche "Le chantier" di Jean-Stéphane Bron, presentato in anteprima mondiale ad agosto al Locarno Film Festival. Il film segue la ristrutturazione del Palace, un cinema parigino inaugurato nel 1927, ad opera dell'architetto italiano Renzo Piano.

Nella categoria cortometraggi, è nominato, fra gli altri, "Cherubs", una commedia nera in inglese su due angeli esiliati. Il film è stato co-diretto dall'attrice italo-svizzera Anna Pieri Zuercher, originaria di Bienne - nota in particolare per il ruolo dell'investigatrice Isabelle Grandjean in "Tatort Zürich" - e da Pietro Zuercher. Questo corto è prodotto dalla ticinese Cinéddoké di Savosa e dalle produttrici Michela Pini e Olga Lamontanara.

Le nomination sono state proclamate dall'Ufficio federale della cultura questa sera nel corso delle Giornate di Soletta. La cerimonia di premiazione si terrà il 27 marzo al Zurich Convention Center.


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