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SVIZZERAL'economia svizzera ha il freno a mano tirato

06.12.23 - 10:57
Economiesuisse traccia l'orizzonte dei prossimi due anni: crescita economica rallentata e l'inflazione che resterà sopra il 2%
Depositphotos (swisshippo)
Fonte ats
L'economia svizzera ha il freno a mano tirato
Economiesuisse traccia l'orizzonte dei prossimi due anni: crescita economica rallentata e l'inflazione che resterà sopra il 2%

ZURIGO - Nei prossimi due anni la crescita economica in Svizzera avrà il freno a mano tirato, risultando inferiore alla media: è l'analisi di Economiesuisse, che mette in conto anche un'inflazione oltre il 2%, seppur di poco, mentre la disoccupazione aumenterà, ma non in modo significativo.

La debole congiuntura su diversi mercati d'esportazione, le incertezze geopolitiche e la progressione dei tassi d'interesse frenano la domanda estera di beni e servizi elvetici, spiegano in un comunicato odierno gli esperti dell'organizzazione che afferma di rappresentare le imprese elvetiche. L'export del Made in Switzerland sta però resistendo sorprendentemente bene, grazie anche al fatto che alcuni settori importanti - come l'industria farmaceutica e quella delle tecnologie mediche - sono meno sensibili agli sbalzi congiunturali.

I consumi risultano essere meno sotto pressione, anche se negli ultimi due anni i salari nominali non sono riusciti a tenere il passo con l'andamento dei prezzi. La situazione sul fronte interno appare comunque peraltro offuscata dalla debole attività di investimento.

Per il 2024 Economiessuisse prevede uno sviluppo economico simile a quello del 2023, con prospettive caute ma perlopiù positive. Concretamente il prodotto interno lordo dovrebbe salire dell'1,0% quest'anno e dell'1,1% nei dodici mesi successi. La stragrande maggioranza dei settori - banche, assicurazioni, consulenza, ristorazione, turismo, trasporti, sanità, informatica, vendita al dettaglio - saranno in crescita nel 2024; in controtendenza risulterà invece l'industria della stampa, dell'editoria e delle telecomunicazioni, che subirà un'ulteriore contrazione soprattutto per motivi strutturali.

L'inflazione non è ancora stata sconfitta, nemmeno in Svizzera: nel corso dell'anno è diminuita notevolmente, ma ciò è dovuto soprattutto all'andamento dei prezzi dei combustibili fossili. Nel 2024 alcuni importanti fattori determineranno i prezzi: la crescita dei salari nominali, le tariffe dell'elettricità notevolmente più elevate per i servizi di base, il ritocco dell'IVA e la progressione degli affitti. Economiesuisse si aspetta un tasso di inflazione 2024 del 2,2%, perfettamente in linea con quello stimato per il 2023 (e in calo rispetto al +2,8% del 2022).

Le prospettive occupazionali vengono giudicate buone. La crescita dell'occupazione e il numero di posti vacanti diminuiranno leggermente nel 2024 e ci saranno più aziende che ridurranno gli organici. Ma la continua carenza di manodopera avrà ancora un certo impatto. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere quindi al basso livello del 2,3% (nel 2023, secondo una stima: 2,0%).

Economiesuisse è un'entità che comprende 100 associazioni di categoria, 20 camere di commercio cantonali, nonché diverse aziende individuali. Afferma di rappresentare 100'000 imprese di ogni dimensione, che hanno un organico complessivo di 2 milioni di dipendenti in Svizzera, e si prefigge l'obiettivo di costruire ponti tra ambienti economici, politica e società. È nata nel settembre 2000 a Losanna dalla fusione tra l'Unione svizzera del commercio e dell'industria (USCI), nota anche come Vorort, e la Società per il promovimento dell'economia svizzera (PROEC). L'associazione ha sede a Zurigo e dispone anche di uffici a Ginevra, Berna, Lugano e Bruxelles.

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