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ZURIGOLa carenza di manodopera rimane elevata

28.11.23 - 07:04
Non solo personale specializzato. Anche per il 2023 sono pochi i segnali che fanno presagire un’attenuazione della penuria di lavoratori
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Fonte Adecco
La carenza di manodopera rimane elevata
Non solo personale specializzato. Anche per il 2023 sono pochi i segnali che fanno presagire un’attenuazione della penuria di lavoratori

ZURIGO - Dopo la crescita esponenziale fatta registrare nel 2022, a seguito della ripresa economica successiva all’abolizione delle misure anti-Covid, il problema della carenza di manodopera qualificata si acuisce ulteriormente nel 2023. Almeno stando all'ultimo index di Adecco.

Nonostante le attuali sfide economiche, che spaziano dall’inflazione e dalla forza del franco svizzero alla recessione economica globale e alle crescenti incertezze a livello internazionale, la carenza di personale specializzato non accenna a diminuire.

Sebbene l’indebolimento dell’attività economica abbia rallentato il tasso di crescita dell’indice della carenza di personale specializzato – l’aumento nel 2022 è stato di ben il 69%, mentre nel 2023 solo del 24% – l’indice ha raggiunto un nuovo massimo storico.

Questo andamento è da ricondursi soprattutto a due fattori: da un lato il numero di persone in cerca di lavoro è diminuito sensibilmente (portando il tasso di disoccupazione a un livello minimo del 2% nel 2023), dall’altro, il numero di posti vacanti è aumentato del 7% rispetto all’anno precedente. A influire maggiormente su questo andamento sembra essere il settore interno.

Mentre le attività economiche orientate all’export stanno lottando contro il calo della domanda a livello globale, i settori che guardano al mercato interno, come ad esempio quello alberghiero, possono contare su una solida domanda a livello nazionale. Ecco perché, nonostante il rallentamento congiunturale, i settori che guardano al mercato interno continuano a prevedere una crescita dell’occupazione.

«La carenza di personale specializzato continuerà a interessare le aziende svizzere sul lungo periodo. L’incidenza di fattori quali l’invecchiamento demografico, la progressiva digitalizzazione e la transizione verso la green economy continuerà a favorire questo andamento anche in futuro», segnala Marcel Keller, Country President del Gruppo Adecco Svizzera.

Manca personale specializzato nelle professioni sanitarie e tecniche

Come nel 2022, a far registrare la maggiore carenza di personale specializzato sono i seguenti gruppi professionali: specialisti/e in professioni sanitarie (ad es. infermieri/e, endocrinologi/ghe o farmacisti/e dipl.), sviluppatori/trici e analisti/e di software e applicazioni IT (ad es. consulenti SAP, ingegneri in software o responsabili della gestione della qualità ICT) e professioni tecniche nelle scienze e nell’ingegneria (ad es. tecnici/che meccanici/che, progettisti/e di riscaldamenti o tecnici/che in microsistemi). Mentre la carenza di personale specializzato qualificato per specialisti/e in professioni sanitarie e professioni tecniche nelle scienze e nell’ingegneria si è acuita ancora di più rispetto all’anno precedente, la situazione per sviluppatori/trici e analisti/e di software e applicazioni IT si è sensibilmente distesa.

«Le turbolenze nel settore informatico hanno lasciato tracce evidenti nel mercato del lavoro per sviluppatori/trici e analisti/e di software e applicazioni IT. Non solo si è registrato un netto calo nel numero di posti vacanti, ma è aumentato sensibilmente anche il numero di persone in cerca di lavoro. Questa tendenza si riflette anche nei dati sulla disoccupazione del settore informatico. A settembre 2023, il numero di persone disoccupate è cresciuto addirittura del 44,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Di conseguenza, la carenza di personale specializzato per questo gruppo professionale è diminuita notevolmente rispetto all’anno precedente», spiega Yanik Kipfer, del Servizio di monitoraggio del mercato del lavoro svizzero dell’Università di Zurigo.

A essere rappresentate nella top 10 della carenza di personale specializzato sono soprattutto le professioni tecniche. Questo dato riflette l’orientamento dell’industria svizzera, che si è specializzata nella produzione di prodotti di nicchia complessi, tecnicamente sofisticati e a elevato valore aggiunto. Nel terzo trimestre, le PMI del settore metalmeccanico ed elettrico hanno individuato nella carenza di personale tecnico una delle loro maggiori sfide.

La carenza di manodopera qualificata nelle professioni tecniche non si limita ai gruppi professionali che richiedono un'istruzione terziaria, come una laurea, una laurea in scienze applicate o una formazione presso un istituto tecnico superiore. Si estende anche ai gruppi professionali che richiedono principalmente un apprendistato professionale. Oltre agli ingegneri e ai lavoratori specializzati di pari livello, anche gli elettricisti e i tecnici elettronici, nonché i polimeccanici, i meccanici di produzione, i meccanici di macchine e i montatori stanno vivendo una grave carenza di manodopera qualificata.

La carenza di personale specializzato si sta trasformando sempre di più in una carenza generalizzata di manodopera

La carenza di personale specializzato si sta trasformando sempre più in una carenza generalizzata di manodopera. Anche nei gruppi professionali con requisiti ridotti in termini di qualifiche, l’eccesso di offerta di personale specializzato è notevolmente calato. Di conseguenza, per le aziende diventa sempre più difficile reclutare anche questo tipo di manodopera.

«Quello che stiamo vivendo oggi sul mercato del lavoro svizzero è una vera e propria carenza di manodopera e non più una carenza di personale specializzato. Nel settore della ristorazione, ad esempio, la lotta per accaparrarsi cuochi/e qualificati/e o camerieri/e formati/e è sempre più agguerrita», fa notare Martin Meyer, Responsabile di Adecco Svizzera tedesca.

Aumenta notevolmente la carenza di personale specializzato

Rispetto all’anno precedente, la carenza di personale specializzato è aumentata notevolmente sia nella Svizzera tedesca che in quella latina, facendo registrare una crescita del 28% nel primo caso e un minore seppur significativo 14% nel secondo.

L’incremento maggiore nella Svizzera tedesca è il risultato di un calo più marcato delle persone in cerca di lavoro (-16%) e di un aumento moderato dei posti vacanti (+8%). Nella Svizzera latina, invece, rispetto all’anno precedente si è assistito a una diminuzione più moderata del numero di persone in cerca di lavoro (-10%) e a una leggera crescita dei posti vacanti (+3%). Questi dati indicano che il mercato del lavoro nella Svizzera tedesca ha un andamento molto più dinamico rispetto a quello nella Svizzera latina.

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